IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

venerdì 30 marzo 2012

ITALIANI STROZZATI DALLE TASSE

Un benzinaio si incatena davanti a Equitalia

di

Dopo il muratore che si è dato fuoco a Bologna e l'operaio che lo ha imitato a Verona, un altra vittima della crisi economica protesta in modo scenografico, fortunatamente questa volta senza tentare di togliersi la vita.


Così, come riporta il Gazzettino, un benzinaio di San Vendemiano (Treviso) si è incatenato davanti alla sede dell'Agenzia delle entrate di Conegliano per manifestare contro il rincaro dei prezzi e le condizioni al ribasso dettate dalle compagnie petrolifere.

L'uomo, il 52enne Giancarlo Borsoi, gestisce una pompa TotalErg e già a settembre aveva meso in atto un gesto simile. Allora il benzinaio si era messo provocatoriamente un cappio al collo. Stavolta si è invece "crocifisso" con le catene a una croce di legno legata ad un lampione. "Sono stato costretto a chiudere. Erano stati aperti altri 3-4 distributori vicino al mio e io avevo chiesto di poter applicare degli sconti sui prezzi del carburante", ha spiegato raccontando come, nonostante l'appello ai sindacati, la compagnia non ha concesso il ribasso, al punto da costringerlo a chiudere la pompa.

Fonte: http://www.ilgiornale.it

Commento di Oliviero Mannucci: Mentre i nostri irresponsabili politici continuano ad incassare ogni mese lauti stipendi e benefit, c'è gente che si da fuoco perchè rimane senza lavoro a causa dell'insensibilità della nostra classe dirigente. Mandiamoli a casa questi delinquenti!!!!!!

sabato 10 marzo 2012

Gli stipendi d’oro dei commessi di Palazzo Madama mandano in tilt i vertici dei musei

Gli elevati costi della politica e soprattutto gli sprechi denunciati in questi ultimi anni anche da numerosi giornalisti italiani hanno riportato l’attenzione sul rapporto guadagno-responsabilità nel mondo del lavoro anche nel nostro Paese. Nelle ultime settimane in molti hanno lodato l’iniziativa del Governo Monti di pubblicare online le dichiarazioni dei redditi e dei patrimoni di tutti i componenti dell’attuale esecutivo tecnico. Ora la stessa iniziativa è stata portata avanti dai vertici delle biblioteche, archivi e istituzioni museali per dimostrare con dati alla mano il misero stipendio mensile che percepiscono, che risulta essere addirittura un quarto di quello dei commessi di Palazzo Madama. Una situazione che diventa davvero paradossale se si confrontano le dichiarazioni dei redditi dei direttori italiani dei musei con quelle dei colleghi europei e internazionali.Questa vicenda che è uscita allo scoperto grazie a una lettera pubblica che porta le firme dei più importanti vertici di musei italiani: il direttore della Galleria nazionale d’Arte antica di Palazzo Barberini Anna Lo Bianco, Antonio Natali della Galleria degli Uffizi, Anna Coliva della Galleria Borghese, Maria Grazia Bernardini del Museo di Castel Sant’Angelo, Andreina Draghi del Museo di Palazzo di Venezia, Serena Dainotto della Biblioteca dell’Archivio di Stato di Roma e tanti altri funzionari di biblioteche e archivi museali. Il punto della questione è proprio la disparità di trattamento economico tra un parlamentare o un direttore generale della Consob (che guadagna 395mila euro lorde più 95mila come membro della Commissione di garanzia per gli scioperi) e un direttore della Galleria nazionale d’Arte antica, Anna Lo Bianco, che guadagna 1.765 euro netti al mese. Vere e proprie briciole se facciamo un raffronto con gli stipendi d’oro dei nostri manager pubblici. Lo stipendio di Anna Lo Bianco risulta essere un quarto di quanto prende un commesso di Palazzo Madama di pari anzianità.
In Europa e non solo, i colleghi dei direttori di musei, ma anche storici dell’arte, architetti, archivisti, bibliotecari e funzionari prendono il doppio e in alcuni casi anche il triplo. Nella lettera di denuncia i vertici e funzionari di musei sottolineano che lo stipendio non raggiunge i duemila euro al mese, che tra l’altro non prevede nessuna indennità e nessun altro tipo di compensazione. «A noi il merito quindi di bilanciare la media europea – si legge nella lettera dei vertici dei musei – contro l’eccesso di compensi dei parlamentari, dei manager di Stato e non, di professori universitari. Nel nostro caso gli stipendi si collocano molto al di sotto. Saremmo curiosi di sapere come ci apostroferebbe il giornalista Vittorio Feltri che nel corso di una trasmissione televisiva definiva “scherzosamente” barboni i parlamentari per i loro compensi, in fondo di modesta entità se confrontati a tanti altri. E vorremmo anche sapere – si legge ancora nella lettera – cosa pensano il presidente del Consiglio Monti e il ministro Severino che con rigore ritengono il denaro il giusto compenso al merito». Il Governo (ma in generale la classe politica italiana) deve dare delle risposte concrete a tutte queste osservazioni.


mercoledì 7 marzo 2012

CORRUZIONE AD ALTA VELOCITA' / Tav, Val di Susa, magistrato Imposimato: '' Falcone e Borsellino uccisi per inchieste Tav''


Parla l'ex giudice Imposimato: "La mia inchiesta sulla Tav, commissionata dal presidente della Commissione antimafia , non è mai stata discussa dalla commissione stessa”.


Piemonte, ultime news Torino - UnoNotizie.it - Lo leggo spesso il magistrato Imposimato, attraverso quel fiume poliedrico di Facebook, come leggo in questi giorni le notizie NO TAV, di cui ho costantemente scritto nel tempo, non potendo esserci davvero sul posto con loro. Girava stanotte una foto di Luca Abbà e le sue parole: “Per chi non mi conosce sappiate che io abito da 10 anni in una borgata dell’alta valle Susa, nella casa dove nacque mio padre e dove hanno vissuto fino alla morte i miei nonni, sono coltivatore diretto da anni e vivo del reddito che mi fornisce la Terra tramite i suoi prodotti, faccio anche saltuari servizi di giardinaggio e il tempo che dedico (volentieri) alla lotta No Tav lo ritaglio tra il lavoro e le mille faccende della vita di campagna. L’amore per la Terra e per questa valle mi spinge a difenderla fino in fondo dalle mani avide degli speculatori; invito Esposito (“uno del pd”) questa estate a farsi una giornata di lavoro con me al mio ritmo e con i miei orari, voglio vedere se riesce ad arrivare sano a fine serata! Chi mi ha visto lavorare sa cosa intendo”.

E tra le tante note e riporti di Facebook è ritornato anche il libro che scrisse Ferdinando Imposimato nel 1999, Corruzione ad Alta Velocità, coadiuvato da Giuseppe Pisauro e Sandro Provvisionato: “sono Ferdinando Imposimato, ex Senatore che ha fatto parte della Commissione parlamentare antimafia e fin dal 1992 mi sono occupato dall’alta velocità. Sono nettamente contrario all’alta velocità in Val di Susa, perché ritengo che in quella zona si riprodurrebbe se dovesse essere realizzata, la stessa situazione che io ho riscontrato insieme a diversi altri collaboratori nel centro e nel sud e nel nord dell’Italia, cioè arricchimento, tangenti, distruzione dell’ambiente e vantaggi minimi…”

Torna alla ribalta quel documento agghiacciante che nella scheda NO TAV Torino così presenta: “Ci vogliono una certa dose di coraggio ed uno stomaco robusto per leggere “Corruzione ad Alta Velocità – Viaggio nel Governo invisibile”. Ma è un’occasione per guardare in faccia la realtà.” Lo scandalo del TAV è l’emblema della degenerazione globale del sistema politico; esso ha coinvolto maggioranza ed opposizione in egual misura. Dopo Tangentopoli non è scaturita una Repubblica rinnovata, ma una riedizione peggiore del vecchio sistema di potere. Si è organicamente strutturata l’alleanza tra ceto politico e forze dominanti del potere economico delle grandi imprese sia private che pubbliche….”

É questo, in sostanza, l’approdo del viaggio costituito dal libro. É il risultato di una rigorosa inchiesta, condotta con grande professionalità dagli autori, una ricerca della verità che seguendo il filo delle vicende legate al TAV attraversa gli anni ’90 della storia italiana. É lo sviluppo di una specie di trama gialla in cui via via vengono scoperte tessere che restituiscono un mosaico di insieme sempre più inquietante: ad ogni capitolo crescono gli intrecci e le dimensioni del groviglio di interessi che si nasconde dietro la Grande Opera, ma solo alla fine si capisce pienamente la ragione per cui l’Alta Velocità abbia tanti sostenitori tra gli imprenditori ed i politici “di rango” di questi anni 2000.

Ferdinando Imposimato, ex giudice, è il tenace conduttore dell’indagine che nasce nel 1995 in seno alla Commissione Antimafia per scoprire le infiltrazioni della criminalità organizzata in Campania, ma che presto si allarga a livello nazionale coinvolgendo noti imprenditori pubblici e privati, politici con incarichi istituzionali ai massimi livelli, magistrati di grande fama che operano coperture e depistaggi compiacenti.”

E ancora, Il giudice Imposimato choc: “Falcone e Borsellino uccisi per le inchieste sugli appalti pubblici e la Tav” “La mia inchiesta sulla Tav, commissionata dal presidente della Commissione antimafia , non è mai stata discussa dalla commissione stessa”. E’ quanto afferma ai microfoni di “Ho scelto Manà” il giudice Ferdinando Imposimato, autore di ‘Corruzione ad alta velocità. Viaggio nel governo invisibile’ (ed. Koiné Nuove Edizioni; pp. 191; € 14,50), un libro inchiesta sulla grande opera dell’alta velocità.

“Quando nel 1992 stava prendendo avvio la Tav, – dice – mi accorsi che quest’opera pubblica era accompagnata da bombe e attentati contro le imprese che si trovavano lungo la tratta. Essendo allora membro della Commissione antimafia, decisi di fare un’inchiesta perché mi resi conto che nell’opera confluiva anche la malavita organizzata al fine di lucrare somme ingenti attraverso la moltiplicazione dei costi. E’ venuto fuori che nella Tav partecipavano politici corrotti e imprese della mafia”. Il costo dell’opera, come venne fuori nei vari processi di tangentopoli, che partiva da 29mila miliardi di lire, avrebbe dovuto raggiungere la somma di 300mila miliardi.

“La cifra – continua Imposimato – serviva per coprire le ‘mazzette’ alla mafia e ai politici. Inoltre, la linea Tav è strettamente connessa con la morte di Falcone e Borsellino, i quali, parallelamente a me, avevano riscontrato le stesse ‘anomalie’ nel progetto Tav”.

Tornando indietro cronologicamente, gli omicidi dei due giudici siciliani avvennero nel 1992, alcuni mesi dopo l’avvio del progetto della Tav.

“Nonostante vi siano documentazioni delle connessioni con le mafie e con la corruzione politica, – conclude – la mia relazione non è mai stata discussa nella Commissione antimafia perché dopo due anni venne sciolto il Parlamento, a mio avviso, proprio per la mia inchiesta. Non potendo votare a favore per un’alta velocità imperniata sulla corruzione, la mia relazione non è stata mai più discussa. Tutto questo è di una gravità inaudita in quanto un’inchiesta fatta da un relatore su incarico del presidente della Commissione antimafia, non è mai stata presa in considerazione dalla Commissione antimafia”.

Ci tenevo a far conoscere il più possibile anche questa voce, che certo non è anonima e forse molti avrebbero il gran desiderio di vedere spenta. Ma a noi piace piace il sole la luna e le stelle e la Terra da difendere, chi è Umano: Geografie …Sarà Orgoglio pennuto? Può darsi. Ah sarà dura.

Doriana Goracci

martedì 6 marzo 2012

GAETANO FERRIERI E IL SUO PRESIDIO DAVANTI A MONTECITORIO


L'iniziativa di Gaetano Ferrieri che insieme ad altri cittadini che si sono aggiunti successivamente, stanno facendo lo sciopero della fame per cercare di ottenere la riduzione degli abnormi costi della politica, se anche voi siete incazzati neri con i politici questa è l'occasione giusta per passare all'azione per restituire la sovranità al popolo, cioè tutti noi


Alcune settimane fa mentre navigavo su internet alla ricerca di notizie per questo blog mi imbatto in alcuni siti che parlano di Gaetano. Accipicchia, dissi tra di me, ci voleva proprio qualcuno che passasse all'azione! La prima volta che capito a Roma lo voglio andare a conoscere personalmente. Ieri ero appunto a Roma e finalmente è avvenuto il fatidico incontro sia con lui e sia con altri cittadini che lo stanno aiutando trovandomi subito in piena sintonia. La cosa importante che vi voglio dire, è che Gaetano merita tutto il nostro aiuto e partecipazione, in quanto sta svolgendo una protesta, ma del tutto pacifica. Ha istallato il suo gazebo proprio davanti a Montecitorio, ed è li da più di 200 giorni, giorno e notte, al freddo e al caldo, e sta facendo lo sciopero della fame. Beve solo acqua e prende sali minerali, ma non prende cibo solido. Ci ho parlato a lungo sia con lui che con i suoi collaboratori, e vi garantisco che non si tratta di persone esaltate, anzi tutt'altro, sono tutti molto molto tranquilli nel fare questa protesta e quindi meritano sicuramente tutto il nostro aiuto e collaborazione. Per quanto mi riguarda farò tutto quello che è in mio potere per aiutare Gaetano e i suoi collaboratori, anche se sono a 300 km di distanza. Per chi fosse a Roma, se passate vicino al suo gazebo, portate qualche bottiglia d'acqua, offrite una ricarica telefonica o internet o qualche spicciolo, aiuterete così a finanziare la protesta. Ma ora basta con le mie parole, se volete approfondire l'argomento e scoprire quali iniziative Gaetano ha in programma di realizzare clikkate su questo link: http://www.presidiomontecitorio.eu/