IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

domenica 29 luglio 2012

Uranio impoverito: migliaia di militari malati di tumore. Il ministero dice che è stress da sentinella

By Edoardo Capuano - Posted on 28 luglio 2012

Uranio impoveritoIl problema dei militari all’estero e l’uranio impoverito. Oltre 2000 casi di tumore tra i militari. Vediamo di capire il perché. I nostri soldati, peraltro in missione di pace, se la facevano sotto dalla paura e per questo si sono ammalati. Questa è la spiegazione ufficiale del governo. Il nesso causale è chiaro (!!!) e il Ministero indennizza.

Ovviamente, per ricevere i soldi, devi accettare la motivazione con cui viene concesso l’indennizzo: “Il decesso può riconoscersi dipendente da fatti di servizio che risultano sussistere nello svolgimento degli incarichi assegnati, nelle condizioni estreme quali elevata tensione emotiva, continua e prolungata ipervigilanza in costante pericolo di vita nell’ambito di missioni svolte in teatro bellico, di assoluta eccezionalità e con altro rischio personale e collettivo”… “Considerato che il cumulo di tali circostanze è idoneo a compromettere le difese immunitarie, il cui deficit può favorire la crescita di una neoplasia allo stadio pre-clinico, è plausibile ritenere che il servizio abbia potuto svolgere un ruolo concausale efficiente e determinante nell’insorgenza e/o slatentizzazione del processo neoplastico”.

Insomma il militare si sarebbe ammalato, in linguaggio casermistico, da “strizza per servizio”
Con buona pace per la reputazione delle nostre Forze Armate. E si perché se i nostri militari (oggi solo di carriera) super addestrati, che devono superare tests psico-attitudinali e visite periodiche, si ammalano in una missione di pace (e non sono pochi, ad oggi si parla di più di 2.000 casi sospetti ma si sa che le patologie tumorali non si manifestano proprio il giorno dopo), non oso immaginare cosa potrebbe capitare in guerra. Una vera strage. Il nemico, poi, avrebbe buone possibilità di vincere senza neanche dover sparare un colpo.

Certo qualche domanda resta:

E i civili che si sono ammalati in condizione analoghe ai nostri soldati? Anche loro stressati dal servizio?

E per i militari e civili che si sono ammalati nei poligoni di tiro siti nella nostra penisola lontanissimi da qualsiasi missione di pace? Forse per stress da rumore?

La cosa più sorprendente di tutto ciò è che la valutazione circa la causa delle malattie è stata espressa non dal Ministero della Salute, ma da quello dell’Economia.

Ma osserviamo la cosa sotto l’aspetto giuridico.

Il problema

Per il Ministero dell’Economia (scusate se lo riscrivo ma mi diverte troppo) la concausa efficiente e determinante per l’insorgenza del tumore, nonché motivo per erogare l’indennizzo, può essere rinvenuta nella “strizza da servizio”, non nell’Uranio impoverito. Infatti il Ministero della difesa[1] continua a sostenere che non vi siano prove che l’Uranio impoverito sia causa delle patologie riscontrate nei soldati ritornati dalle famose missioni di pace, mentre la causa da strizza da servizio è sposata dal Ministero dell’Economia. Ma allora perché si sosteneva da più parti che la causa fosse da addebitarsi all’Uranio impoverito?

L’Uranio impoverito (UI o DU) è una scoria nucleare, ovvero: uno scarto delle centrali nucleari che viene utilizzato per rafforzare gli armamenti.
Trattandosi di scoria nucleare è pericoloso? Vediamo cosa dicono gli studi scientifici e… fate attenzione alle date.
I. Documento dell’aeronautica americana, ossia il rapporto sulle sperimentazioni nel poligono di Eglin in Florida, fatte tra l’ottobre 1977 e l’ottobre 1978, che mette in guardia sui pericoli dell’uranio impoverito.
II. La Royal Society (una delle più prestigiose istituzioni scientifiche inglesi) si è espressa numerose volte sulla pericolosità dell’uranio e ha stabilito tre diversi livelli di rischio:

1) esposizione alta per militari presenti all’interno di veicoli colpiti da proiettili al DU
2) esposizione mediana: militari che hanno operato all’interno o in prossimità di veicoli già colpiti
3) esposizione bassa: militari che hanno operato sottovento rispetto all’impiego di proiettili DU oppure che possono aver soggiornato in siti contaminati a livello di suolo o risospensione in aria

III. Resoconto dello Science Applications International Corporation (SAIC), inserito come appendice (D) in Kinetic Energy Penetrator Long Term Strategy Study, pubblicato a cura dell’AMMCOM nel luglio 1990: “Gli ossidi insolubili che sono stati inalati possono essere trattenuti a lungo nei polmoni rischiando di generare alterazioni tumorali dovute alle radiazioni. La polvere di uranio impoverito ingerita rappresenta un rischio radioattivo e tossicologico”.

IV. Documento dell’Army Environmental Policy Institute (AEPI), Health and Environmental Consequences of Depleted Uranium Use in the U.S. Army, pubblicato nel 1995: “Gli effetti a breve termine dell’assorbimento di dosi elevate possono condurre al decesso, mentre dosi meno massicce, a lungo termine, possono produrre alterazioni neoplastiche (tumori n.d.a.)”.

Proprio a causa di tali relazioni scientifiche, negli anni, sono state emanate, a livello nazionale ed internazionale, precise norme di protezione per chi operava nelle zone a rischio:
“Le Norme NATO nel 1984

Le Norme USA per la “Restore Hope” in Somalia nel 1993
Le misure NATO per basse radiazioni nel 1996
Le disposizioni della KFOR del 22 novembre 1999
Le disposizioni dello Stato Maggiore della Difesa del 6 dicembre 1999
Le disposizioni della Folgore dell’8 maggio 2000

Come si può notare l’Italia emana precise disposizioni di sicurezza solo a partire dalla fine del 1999. Nello specifico:

V. Disposizioni di sicurezza per le forze della KFOR operanti nei Balcani in data 22 novembre 1999:

-…Evitate ogni mezzo che sospettate essere colpito da munizionamento UI o missili da crociera Tomahawk;
- Non raccogliere o collezionare munizionamento UI trovato sul terreno, informate immediatamente il vostro comando circa le aree che voi ritenete contaminate da munizionamento UI….;

- La contaminazione con la polvere UI inquina cibo ed acqua. Non mangiate assolutamente cibo non controllato;

- Particelle che fossero state inalate possono causare danni ai tessuti interni nel lungo termine;
- Se pensate di essere esposti alla polvere UI fate immediatamente un test delle urine nelle successive 24 h per analizzare la presenza U 238, U 235, U 234 e creatina;
- Il personale risultato positivo al test dovrebbe assumere agenti specifici per rimuovere il più possibile le particelle contaminate presenti nel corpo…..;
- I veicoli ed i materiali dell’Esercito Serbo in Kosovo possono costituire una minaccia alla salute dei militari e dei civili che dovessero venire a contatto con gli stessi;

- I veicoli e gli equipaggiamenti trovati distrutti, danneggiati o abbandonanti devono essere ispezionati e maneggiati solamente da personale qualificato;

- I pericoli per la salute possono derivare dall’Uranio impoverito in conseguenza dei danni dovuti alla campagna di bombardamento NATO relativamente a mezzi colpiti direttamente o indirettamente….;

- L’UI emette radiazioni Alfa a bassi livelli di radiazioni Beta e Gamma. Le normali uniformi da combattimento sono sufficienti per prevenire l’assorbimento attraverso la cute. Tuttavia la reale minaccia è rappresentata dalla possibile inalazione di UI……;

- L’UI provoca un avvelenamento da metallo pesante ed il personale deve assolutamente evitare i mezzi sospettati di essere stati colpiti da UI;

- La minima distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai 50 mt. Se ci si deve avvicinare ulteriormente è necessario indossare maschera e guanti per evitare di assorbire la polvere radioattiva….;

- L’UI è un metallo pesante chimicamente tossico e radioattivo con un peso specifico quasi doppio rispetto al piombo….
- L’UI emette radiazioni Alfa, Beta e Gamma con un tempo di dimezzamento di 4,5 miliardi di anni. La sua pericolosità radioattiva è dovuta alle radiazioni alfa……”
- Inalazioni di polvere insolubile UI sono associate nel tempo con effetti negativi sulla salute quali il tumore e disfunzioni nei neonati. Questi potrebbero non verificarsi fino a qualche anno dopo l’esposizione

VI. Disposizioni emanate l’8 maggio 2000 alla Brigata Folgore Nembo Col. Moschin:
“La pericolosità dell’uranio si esplica sia per via chimica, che rappresenta la forma più alta di rischio nel breve termine, sia per via radiologica che può causare seri problemi nel lungo periodo. La maggiore pericolosità per il tipo di radiazione emessa si sviluppa nei casi di irraggiamento interno (contaminazione interna)”.

VII. Nelle precauzioni per l’impiego delle armi all’uranio impoverito, impartite dal Ministero dell’Ambiente in data 26.05.2000, si legge:
- verificare, attraverso misure e controlli, l’effettivo uso di proiettili al DU;
- stabilire l’estensione dell’area contaminata e se necessario delimitarla;
- raccogliere i pezzi di proiettile e confezionarli per il trasporto secondo le modalità in annesso 1 (imballaggio, trasporto e custodia di proiettili al DU);
- raccogliere campioni di matrici ambientali per i controlli di laboratorio.

VIII. Nella stessa 3ª relazione della Commissione Mandelli si afferma a pag. 21 che “esiste un eccesso, statisticamente significativo, di casi di Linfoma di Hodgkin. L’eccesso di LH nel gruppo di militari impegnati in Bosnia e/o Kosovo emerge anche dal confronto con i Carabinieri mai impegnati in missioni all’estero”.
Alcune domande.
Per la giurisprudenza, ai fini della sussistenza del rapporto di causalità, è sufficiente che l’effetto (patologia) consegua dalla causa in termini di “probabilità”. Ora, dopo le relazioni scientifiche e le norme di protezione appena viste, è più probabile che i nostri militari si siano ammalati per “strizza da servizio” o perché contaminati da UI? Se fossi un giudice non avrei dubbi su cosa ritenere più probabile. Ma allora perché il Ministero ha deciso di iniziare a concedere gli indennizzi trovando più verosimile la causa da “strizza da servizio” rispetto a quella da Uranio Impoverito?
Non sarà forse, dico forse, perché la Nato ci aveva comunicato la pericolosità dell’Uranio impoverito già nel lontano 1984 (Norme NATO del 1984 con cui l’Italia era stata informata delle norme da adottare, anche per il semplice maneggio dell’UI), ma noi ci siamo attivati solo nel dicembre del 1999 (le disposizioni dello Stato Maggiore della Difesa del 6 dicembre 1999)?
E’ un leggerissimo sospetto per carità, però c’è.
Problemi giuridici.
Si perché se venisse accettato il nesso di casualità tra l’uranio impoverito e le patologie dei nostri soldati vi sarebbero responsabilità penali e civili gravissime per le nostre istituzioni.
Infatti: la legge 626/94 di sicurezza sul lavoro, e l’art. 1 della 277/91 stabiliscono le responsabilità della antinfortunistica anche in ambito militare. Le Forze Armate sono del resto destinatarie anche degli obblighi stabiliti dall’art. 2087 c.c., come previsto dall’art. 1 della Legge 25 del 18/2/1997.

In applicazione alla normativa antinfortunistica, le forze armate hanno l’obbligo di garantire la salute e la sicurezza di tutti i militari italiani anche a mezzo dell’acquisizione di tutte le informazioni necessarie per fornire ai militari dipendenti le dovute precauzioni.
Quando tali norme vengono violate e il personale muore si è colpevoli di omicidio colposo (in questo caso plurimo) o, nel caso in cui non si arrivi al decesso, di lesioni personali colpose.
Un’altra domanda sorge spontanea: Perché mandare i nostri militari ad operare privi di protezione in aree che si sanno contaminate? Quale interesse lecito può essere più importante dell’incolumità di migliaia di soldati. Il problema poi non sono solo i tumori. L’uranio impoverito è possibile causa di numerose altre patologie tra cui anche della nascita di bambini malformati.

Ma ancora non basta.
Si legge, infatti, nelle norme di protezione che:
- la contaminazione con la polvere UI inquina cibo ed acqua;
- L’UI emette radiazioni Alfa, Beta e Gamma con un tempo di dimezzamento di 4,5 miliardi di anni.
Questo significa una cosa sola: che intere nazioni sono state contaminate per secoli. Tutta la loro acqua e tutto il loro cibo. Pensiamo alla carne, alla frutta, la verdura, il latte, ecc..
Problemi per loro e per noi. Si perché anche ai più indifferenti ed egoisti non potrà sfuggire il fatto che dalla ex Jugoslavia noi importiamo moltissimi prodotti, alimentari che consumiamo senza neanche sapere che provengono da zone contaminate da UI.

Perché tutto questo?

Ripeto la domanda: quale interesse superiore lecito ci può essere a tutto ciò?
Concludo con una affermazione tratta dal libro: “Uranio impoverito la verità” Giulia di Pietro intervista all’Ammiraglio Falco Accame (Presidente e ricercatore operativo dell’ANAVAFAF Associazione Nazionale Assistenza Vittime Arruolate nelle Forze Armate e Famiglie dei Caduti, è stato presidente e vicepresidente della Commissione Difesa) scaricabile gratuitamente da questo sito: http://www.anavafaf.com/ , di cui sono state riportate delle parti in questo articolo e che consiglio a tutti di leggere e …vergogniamoci per loro:
“La legge 241/90 sulla trasparenza amministrativa che era stata concepita come una legge per rendere accessibile ai cittadini il massimo numero di informazioni si è trasformata nel suo opposto, perché attraverso i decreti applicativi è diventata una legge delle “eccezioni alla trasparenza” e quindi una legge che mira alla massima intrasparenza possibile.
Tanto da poter dire che l’Italia può essere considerata una Repubblica fondata sul segreto (per lo più abusivo!)”.

Autore: Solange Manfredi / Fonte: stampalibera.com

giovedì 26 luglio 2012

Guerra all’Italia: torneremo poveri come cent’anni fa

Nel disinteresse generale il Parlamento ha approvato il Fiscal Compact. E questo disinteresse, costruito dalla disinformazione di regime, è l’ultimo segnale del disfacimento della nostra democrazia. In tutta Europa, di Europa si discute e sull’Europa ci si divide. In Irlanda si è fatto un referendum. Da noi una Camera quasi vuota e con l’assenza dei principali leaders, approva il più brutale e vasto servaggio economico della storia repubblicana. Secondo quel patto, che i cittadini non per colpa loro ignorano, l’Italia si impegna a dimezzare in venti anni lo stock del debito pubblico. Cioè dobbiamo pagare 1000 miliardi, 50 all’anno. In aggiunta agli interessi che ora ci costano 80 miliardi all’anno. Insomma un costo paragonabile alle riparazioni di una guerra perduta. E di guerra infatti ha parlato Monti, guerra al popolo italiano.

Il Fiscal Compact non può minimamente essere rispettato senza portare il reddito e le condizioni

Una donna rovista nella spazzatura

sociali del paese indietro di un secolo, esattamentecome si sta facendo in Grecia, Spagna, Portogallo. Ma di tutto questo la politica italiana non discute, quella di centro sinistra meno di tutte. In una recente intervista Bersani ha parlato di alleanza di progressisti e moderati, ma che ridicolo teatrino è? Se si rispetta il Fiscal Compact si dovrà continuare ed estendere il massacro sociale. Se lo si mette in discussione, si dovrà rompere con Monti, Draghi, Merkel e… Napolitano. Tutto il resto sono chiacchiere. Esattamente quelle che fanno, per non pagare dazio, Bersani e gli altri tifosi del vecchio centrosinistra, come Vendola.

Tutti costoro fanno finta di non essere in questa Europa delle banche, che detta le decisioni alla politica. Aggiornate il calendario, signori. Non siamo alla vigilia delle elezioni del 2006. Allora il centrosinistra imbrogliò con un programma di 200 pagine e altrettante versioni, volete riprovarci oggi? Diteci con onestà se volete continuare con la politica di Monti o rompere con essa. Dateci con onestà la ragione di fondo per non votarvi.

Fonte: http://www.libreidee.org

mercoledì 25 luglio 2012

Monti, il MES e diventare schiavi d’Europa versando 125 miliardi

di SIRIO TURATI



Le tasse imposte fin quì da Mario Monti a tutti noi, servono davvero per scongiurare il fallimento e per evitare il default, come ci hanno detto e continuano a ripeterci? Io non ne sono convinto, in realtà servono per corrispondere la cifra di 125.395.900.000 € al nuovo organo sovranazionale europeo, creato per gestire la “crisi del debito sovrano” degli stati dell’Unione.

La notizia, taciuta (forse volutamente) da tutti i mass media, però riportata nero su bianco sul testo del trattato redatto di recente (http://www.european-council.europa.eu/home-page/highlights/european-stability-mechanism-treaty-signed?lang=it) ne é una prova inconfutabile; ma procediamo con ordine.
Questo scampolo di governo Monti è stato caratterizzato da numerosi “colpi di scena”, che hanno offerto molti argomenti di discussione ai “professionisti della distrazione di massa”, che hanno così imbastito salotti su salotti per discorrere della manovra e della sua iniquità e, tra l’ altro, per convincere gli italiani che “è necessario fare dei sacrifici” e che era necessario aumentare le tasse, hanno fatto e detto di tutto.
In questa maniera sono stati prospettati agli italiani interventi addirittura peggiori di quelli assunti, in modo da offrire maggiore spunti su cui dibattere, iniziando e chiudendo ogni discussione con le solite paroline magiche descritte sopra: “è necessario fare dei sacrifici” o “dobbiamo aumentare le tasse”.
Dato che, come ben sappiamo, per renderle “più digeribili” i governanti sono soliti “dilazionare” le stangate (è come se ti chiedessero 100 € subito, oppure 20 € oggi, 20 € tra tre giorni e altri 20 € tra una settimana, fino a raggiungere 100 €): il risultato non cambia, ma, psicologicamente, viene percepito in modo meno “traumatico”.
A dire il vero il lavoro lo aveva iniziato Tremonti, con due “manovrine” a breve distanza l’una dall’altra, di cui una da ben 50 miliardi, ma, a quanto pare, la sta ultimando Monti, che ha esordito con una finanziaria dichiarando che sarebbe stata da 25 miliardi, ma che poi in realtà é salita a circa 60-65 miliardi, come ha rilevato la CGIA di Mestre e la Confartigianato, e che molto probabilmente non basterà; tant’é vero che, secondo le indiscrezioni, ce ne potrebbe essere un’ altra di circa altri 40 Miliardi in autunno e a seguire non è da escludere che ce ne sia un’ ulteriore.
Tremonti, che è riapparso ultimamente criticando le troppe tasse, e invocando i tagli lo sa bene, e in qualche modo lo ha pure annunciato, seppur “velatamente” anche se Passera ha smentito. In realtà l’ex ministro, senza rivelare i veri motivi per il quale ci metteranno ulteriormente le mani in tasca, ha semplicemente predetto il futuro; io direi che possiamo scommetterci.
Prevedo che ci daranno giusto il tempo di “sbollire”, di farci passare il “bruciore”, e poi torneranno alla carica: magari accompagnando la nuova manovra da una nuova tranche di “terrorismo mediatico”, seminando paura e incertezza tra i cittadini, come hanno fatto poco più di un mese fa con “l’allarme spread”.
Penso non ci voglia molto per capire quali siano i veri motivi dell’ avvento di Monti, basta osservare come saranno impiegati i soldi ricavati dalle manovre finanziarie che ci sono state imposte e richieste con pesanti pressioni dagli organi sovranazionali Europei (molti di voi si ricorderanno della lettera inviata al governo italiano dalla BCE).
Non sono un’ economista però credo di potervi dare un’ esempio: 131 cacciabombardieri (ridotti poi a 90) di quinta generazione F – 35, facenti parte del programma “JSF” (Joint Strike Fighter) e che , se non faccio errori di calcolo, sono corrispondenti al gettito generato dalla reintroduzione dell’ICI (ora IMU, che vale 11 miliardi di euro all’anno) e l’aumento delle accise sui carburanti, che hanno portato la benzina verde oltre quota 1,71€ (gettito annuo 4,8 mld), ma attenzione, non è tutto; se la cifra per l’ acquisto dei jet vi sembra alta presumo che non reggerete quello che andrò a scrivervi.
125.395.900.000 € saranno versati nelle casse del “MES” – “Meccanismo Europeo di Stabilità”, come espressamente è stato sottoscritto nel trattato. Questo nuovo organo sovranazionale, la cui approvazione definitiva è prevista entro la fine dell’anno dal parlamento europeo e su cui i mass media non hanno proferito parola, avrà il compito di affrontare “la crisi dei debiti sovrani” e disporrà di una liquidità iniziale di 500 miliardi di Euro.

La quota iniziale di partecipazione stabilita per l’Italia, sarà appunto di 125 miliardi di Euro. Si tratta di una strategia ben consolidata, studiata a tavolino, una soluzione per indurre “politici e cittadini europei” ad accettare e cedere la propria sovranità nazionale all’Europa.
Praticamente una ulteriore “torchiatura”, ciò che sta accadendo in Italia.

(Il Mes, che avra’ una capacita’ ‘di fuoco’ di 500 miliardi di euro quando tutto il capitale sara’ versato, prendera’ il via quando il trattato sara’ ratificato da Paesi rappresentanti il 90% del capitale. li impegni dell’Italia per la partecipazione al Mes, a differenza di quelli dell’Efsf, non saranno comunque conteggiati nel debito pubblico, ma comporteranno comunque un aumento dello stock di debito, dovendo essere coperti con l’emissione di titoli).

Fonte: http://www.lindipendenza.com

sabato 21 luglio 2012

Terminator Monti

by Elisabetta Gueli

Appare evidente, almeno a chi non abbia occhi foderati da spesse fette di speck, la finalità della “nomina” di Monti quale capo del governo: l’attuazione integrale del diktat emanato il 5 agosto 2011 dal governatore della BCE Mario Draghi, in forma di lettera all’allora governo Berlusconi.

Solo la parte relativa alle liberalizzazioni è stata attuata parzialmente, poiché Terminator Monti ha ceduto alle pressioni delle lobbies dei tassisti e dei farmacisti.

Tutto il resto è caduto come una mannaia sul capo di lavoratori e pensionati, in presenza di un colpevole immobilismo politico e sindacale, con un pesante attacco ai diritti, ai salari, alle pensioni, allo scopo di pagare interessi ai miliardari di Wall Street che “scommettono” ed investono sul debito pubblico italiano. Si obbligano gli stati europei (Grecia, Spagna, Portogallo, Italia), a diminuire i loro debiti creando altri debiti, poiché i tassi d’interesse per attirare i banksters (= banker+gangster) che lucrano sulle disgrazie altrui devono crescere per essere sempre più appetibili, e questo è altamente deleterio, come comprende anche un bambino di otto anni. Lo vedremo l’anno prossimo, con le future manovre di “aggiustamento” dei conti. Si tolgono soldi alle famiglie per arricchire speculatori internazionali stramiliardari… Si creano guerre fra poveri e si incrementa la povertà. Così va il mondo, il loro mondo malato e perverso.

La prossima tappa sarà la svendita dei beni statali agli amici degli amici, e per Terminator si concluderà col premio del Quirinale, dove i suoi fratelli di loggia lo insedieranno. Del resto questa è divenuta ormai una tradizione consolidata, come attestano Ciampi e Napolitano. E questo morto che cammina, con la sua corte di vampiri anemici e ministre pescivendole e mogli di salumieri, non ce lo togliamo più di torno. La sua missione scellerata è la liquidazione dell’Italia intera.

Nessun governo politico avrebbe osato fare questo tipo di riforme che, più che riforme sono un attacco al lavoro ed ai lavoratori, diretto e spietato, ultima speranza di un capitalismo ormai agonizzante che trascina tutti nel suo rovinoso decadimento. Per questo serviva un esterno, espressione di quella tecnocrazia europea tesa alla salvaguardia degli interessi dei banchieri, delle multinazionali e delle banche d’investimento, in spregio totale dei popoli, e per questo il Liquidatore si è circondato di ministri provenienti dal mondo della finanza nazionale ed internazionale.

Corrado Passera, ministro dello Sviluppo Economico, è direttore esecutivo di Intesa Sanpaolo ( e pluriindagato per diversi reati); Elsa Fornero, ministro del Lavoro e professoressa di economia all’Università di Torino, occupa la vicepresidenza di Intesa Sanpaolo; Francesco Profumo, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e rettore dell’Università di Torino, è amministratore di Unicredit Private Bank e di Telecom Italia -controllata da Intesa Sanpaolo, Generali e Mediobanca- dopo essere passato per Pirelli; Piero Gnudi, ministro per il Turismo e per lo Sport, è amministratore di UniCredit Group; Piero Giarda, ministro per i Rapporti con il Parlamento, professore di Scienza delle finanze all’Università Cattolica di Milano, è vicepresidente di Banca Popolare e amministratore di Pirelli. Quanto a Monti, è stato consulente di Coca Cola e di Goldman Sachs, e amministratore di Fiat e di Generali.

La storiella della crescita è il sedativo, buono per i gonzi, somministrato ai giornalisti ed all’opinione pubblica nelle conferenze stampa, ma sanno benissimo che a queste condizioni è concetto semplicemente surreale. E comunque il temuto spread è sempre al livello di quando Terminator s’insediò, Moody’s declassa ulteriormente l’Italia e la crescita sarà…-3! Gliel’hanno detto Paul Krugman e Nouriel Roubini, oltre a Joseph Stiglitz, economisti di fama mondiale, e loro sono tutti “professori”, oltreché banchieri, mica ignoranti come noi. Intelligenti pauca. Voglio dire che sanno benissimo cosa stanno facendo, e per conto di chi. Non sono certo degli sprovveduti. Gliel’ha detto anche Nigel Farage, deputato dell’europarlamento:


C’è una valenza spirituale dietro queste manovre, il cui scopo è quello di mantenere le persone in uno stato di ansia e di paura, farle dipendere da emozioni negative e scomposte, tenerle avvinghiate ad uno stato di agitazione perenne, allo scopo di bloccarne la crescita spirituale e l’evoluzione. Se i cittadini evolvono e si svegliano dal sonno che data dalla notte dei tempi, il sistema che loro abilmente hanno creato e mantenuto da almeno un millennio, con la complicità di chiese e logge, sette e sinagoghe, semplicemente scoppia come una bolla di sapone, perché è illusione fabbricata ad arte. Lo stesso concetto che il sistema liberista sia il migliore dei mondi possibili è un artificio mentale retorico.

Pertanto, la cosa migliore che possiamo fare per noi stessi, per i nostri figli e per la Terra, è non lasciarci dominare dalla paura, restare calmi e sereni, godere delle piccole gioie della vita, divertirci e condividere con chi abbia lo stesso livello evolutivo le informazioni che aiutino ad una presa di coscienza sempre più ampia e diffusa. E coltivare la propria vita spirituale.

Loro, i criminali psicopatici, temono solo il nostro risveglio. Loro sono pochi, noi siamo molti di più.

Loro hanno i giorni contati, e lo sanno, anche se tentano l’impossibile per mantenere in vita il loro sistema assassino.


Fonte: http://www.lolandesevolante.net

L’Islanda arresta i banchieri, cancella il debito dei cittadini e si riprende alla grande. Non più banche !



Islandesi che hanno colpito parlamento con rocce nel 2009 chiedendo ai propri leader e banchieri di rispondere del collasso economico e finanziario del paese stanno raccogliendo i frutti della loro rabbia.

L’Islanda continua a crescere usando sostituendo le Banche: L’Islanda ha rifiutato di salvare dal fallimento il sistema bancario corrotto della Cabala dei Rothschild.

Dalla fine del 2008, le banche dell’isola hanno perdonato prestiti per un ammontare pari al 13 per cento del prodotto interno lordo, alleggerendo gli oneri del debito di più di un quarto della popolazione.

I passi dell’Islanda per rinascere dal 2008, quando le sue banche erano inadempienti per $ 85 miliardi, si stanno dimostrando efficaci. La crescita dell’economia islandese sarà quest’anno troppo grande per l’area dell’euro e per la maggior parte del mondo sviluppato, secondo stime dell’Organizzazione per la cooperazione economica.

Approccio dell’Islanda per affrontare la crisi ha dato la precedenza alle esigenze della sua popolazione rispetto ai mercati. Una volta che è diventato chiaro, nell’ottobre del 2008, che le banche dell’isola erano al di là di risparmio, il governo intervenne, delimitando i conti nazionali, e lasciando i creditori internazionali in bianco. La banca centrale ha imposto controlli sui capitali per fermare la conseguente svalutazione della corona e nuove banche controllate dallo Stato sono state creati dai resti degli istituti di credito che hanno fallito.

Il procuratore speciale islandese ha detto che potrebbe accusare fino a 90 persone, mentre più di 200, compresi i dirigenti ex capi alle tre principali banche, si trovano di fronte ad accuse criminali. Questo può essere paragonato agli Stati Uniti, dove nessun dirigente di banca ha affrontato procedimento penale per il loro ruolo nella crisi dei mutui subprime. La Securities and Exchange Commission ha detto l’anno scorso di aver sanzionato 39 alti ufficiali per il comportamento relativo al crollo del mercato immobiliare.

Fonte: http://nesaranews.blogspot.it , lo specchio del pensiero

giovedì 19 luglio 2012

Fisco, Confcommercio: in 2012 pressione al 55% per chi paga





ROMA (Reuters) - In Italia, chi paga le tasse, nel 2012 subirà una pressione fiscale del 55%. Lo ha detto Confcommercio nel corso di convegno.

Secondo il presidente dell'associazione Carlo Sangalli serve "una terapia d'urto per il contrasto della recessione ed il ritorno alla crescita. E' una terapia che muove dal riconoscimento di un dato di fatto: abbiamo raggiunto un livello di pressione fiscale che, per chi le tasse le paga, si attesta attorno al 55%".

Secondo i dati dell'ufficio studi di Confcommercio, la pressione fiscale apparente nel 2012, in percentuale del Pil, è per l'Italia pari al 45,2%, sopra la media Euro17 del 41,4% e dell'Unione europea a 27 pari al 40,6%.

L'Italia si posiziona al quinto posto sui 35 paesi considerati, preceduta solo da Danimarca (47,4%), Francia (46,3%), Svezia e Belgio (entrambi al 45,8%).

La pressione fiscale apparente è data dal gettito derivante dalle imposte dirette, indirette, dai contributi sociali e imposte in conto capitale sul Pil.

"Questo indicatore non è rappresentativo del vero carico fiscale gravante sui singoli cittadini, in considerazione del fatto che nel Pil viene computata anche la quota di sommerso", spiega l'ufficio studi di Confcommercio nel rapporto.

Così la pressione fiscale effettiva, cioè il gettito osservato in percentuale del Pil emerso, secondo le stime per il 2012, è pari al 54,8%, sopra ogni altro Paese al mondo.

La Danimarca e la Francia, che seguono l'Italia in questa classifica, si fermano al 48,6% e al 48,2% ( ma li il welfare funziona molto meglio che in Italia, dove chi è povero o anziano o disoccupato è abbandonato a se stesso ndb).

Il sommerso economico, secondo dati del 2008, è stato pari al 17,5% del Pil.

"Un altro record mondiale anche se con leggera tendenza al calo, visto che nel 1998 era addirittura a un 20% tondo", segnala Confcommercio.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

Commento di Oliviero Mannucci: Guarda combinazione l'Italia dove i politici hanno gli stipendi più alti del mondo c'è anche una pressione fiscale più alta del mondo, e più i cittadini pagano e più il debito pubblico aumenta, quindi cari signori è ora di finirla con gli spot in tv - se tutti pagano le tasse ci sono più servizi per tutti - bisogrebbe invece dire - se tutti pagano le tasse lo stato spreca più soldi ancora -


Fisco, sommerso 17,5% Pil il contesto lo alimenta

Il sommerso economico, ovvero quella parte di prodotto interno lordo che sfugge al fisco, è pari al 17,5% del Pil (dato del 2008 ipotizzato costante fino a oggi), e colloca l'Italia al primo posto a livello mondiale, anche se "si registra una tendenza a una moderata riduzione" negli ultimi 10 anni.

Lo afferma il direttore dell'Ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella, presentando il Rapporto sulle determinanti dell'economia sommersa. A fronte di un imponibile evaso di 280 miliardi di euro, considerando una pressione fiscale effettiva pari al 55%, l'imposta evasa ammonterebbe a circa 154 miliardi di euro.

L'Italia ha un livello di sommerso più che doppio rispetto al Regno Unito, 5-6 volte superiore alla Francia, 8 volte quello del Canada. Il Rapporto evidenzia quattro cause fondamentali del sommerso: aumenta al crescere delle pretese fiscali; aumenta al diminuire dell'efficacia del sistema sanzionatorio; aumenta al peggiorare della percezione su qualitá e quantitá dei servizi pubblici; aumenta quanto piú difficile è l'adempimento fiscale.

In una situazione in cui l'Italia si colloca al primo posto mondiale per pressione fiscale, al penultimo posto fra Paesi Ocse per efficienza del quadro giuridico, al quartultimo posto per i tempi di adempimento fiscale, al penultimo posto in termini di giorni per ottenere una sentenza definitiva in materia contrattuale e di numero di procedure giudiziarie per far rispettare un contratto, il direttore dell'Ufficio studi di Confcommercio Mariano Bella afferma che "ci sono spiegazioni non antropologiche, ma economico-sociali" alla base dell'economia sommersa in Italia. In altre parole, gli italiani "non hanno il gene dell'evasione", ma il tasso di evasione risulta "ragionevole, anche se intollerabile, date le variabili del contesto".

Secondo l'Ufficio studi, basterebbe portare il livello dei servizi pubblici in Italia a quello del Belgio per far emergere 38 mld di maggiore imposta; basterebbe portare il livello di facilità negli adempimenti fiscali a quello della Danimarca per far emergere 14 miliardi di maggiore imposta; basterebbe portare il livello di controlli e sanzioni a quello degli Usa per far emergere 56 miliardi di maggiore imposta. Inoltre, ogni punto percentuale di riduzione delle aliquote legali ha l'effetto di ridurre di mezzo punto percentuale il tasso di sommerso economico.

Fonte: www.milanofinanza.it


Commento di Oliviero Mannucci: E' oramai molto chiaro, lo Stato italiano, con le sue tasse inique e la sua burocrazia farraginosa incentiva l'evasione fiscale e allontana i grandi invesitori dal nostro paese. Inoltre la corruzione dilaga, la corte dei conti ha parlato di 60 000 000 di euro di tangenti date ai partiti politici, tutto a nero chiaramente, non credo infatti, che i politici quando prendono una tangente rilascino la ricevuta fiscale o tanto meno la fattura. Quindi, la nostra classe politica, non contenta dei stipendi che ricevono, dei rimborsi elettorali che ricevono, incassano milioni di euro di tangenti, quanta percentuale del PIL vale tutto questo, e poi vanno a fare la morale agli imprenditori che spesso evadono per non chiudere, o per stare meglio sul mercato. Bisognerebbe stabilire un principio, un limite, oltre il quale un cittadino o un impresa non è tenuta a pagare più nulla perchè considerato criminale. Bisognerebbe mettere sul piatto della bilancia quello che lo Stato spende per i cittadini e le imprese ( che in Italia è meno di quello che il cittadino paga) e da li dedurre quanto ogni contribuente debba pagare. Ad esempio, ci sono paesi in Europa, che chiedono molte tasse, ma poi quando un cittadino ha bisogno, o un impresa, ci sono dei meccanismi che fanno si che lo Stato li aiuta in concreto. Qui in Italia invece spesso, lo Stato vuole solo il culo della gallina, ma non il becco. Dobbiamo pagare, pagare sempre pagare, per non ricevere, non ricevere quasi niente in cambio. In Italia ci sono più di 8000000 di poveri, e circa 9oooooo di persone che non si possono curare, perchè anche se il diritto alla sanità è sancito dalla legge, poi sta di fatto, che quando uno ha bisogno di una lastra, o deve fare delle analisi, ci sono code interminabili di attesa, e se una persona ha urgenza, deve pagare ancora per avere quello che gli serve in breve tempo e se non può pagare può anche morire nell'indifferenza generale. Bisognerebbe stabilire una percentuale oltre la quale, non si può chiedere più niente a nessuno. Faccio un esempio, oltre il 30% di quello che uno guadagna non può essere chiesto dallo Stato. E deve essere lo Stato, che se non gli basta quanto riceve dai cittadini italini, ad attivarsi, per spendere meno e far pagare a chi non paga, perchè evade realmente solo per non pagare e non perchè in stato di bisogno relativo. Questo dovrebbe essere il principio. Inoltre i 10000000 di euro che vengono spesi per la sanità a parte dei politici, dovrebbero essere tolti. I politici guadagnano abbastanza per pagarsi le proprie cure con i profumatissimi stipendi che prendono! E che cazzo!!!!!


mercoledì 18 luglio 2012

L'«sos» di Lo Bello: «La Sicilia è quasi fallita: intervenga Monti»

Per l'ex capo degli industriali siciliani, oggi vice di Montante, «va ripensata anche l'autononia concessa nel dopoguerra»

Ivan Lo BelloIvan Lo Bello
PALERMO - La Regione Sicilia si trova «sull'orlo del fallimento, vicina al default». A lanciare l'allarme dalle pagine del Corriere della Sera è Ivan Lo Bello, già presidente degli industriali dell'isola e oggi vice di Antonello Montante, secondo cui «va ripensata anche l'autonomia e occorre avviare un' operazione-verità. Bisogna scuotere dal torpore i siciliani», dice Lo Bello, «dai dipendenti regionali ai pensionati della stessa Regione che saranno i primi a trovarsi senza stipendio in caso di crollo. Ma il governo Monti», aggiunge, «deve subito mettere mano ai conti, controllando un bilancio reso non trasparente da poste dubbie e residui inesigibili».

COME LA GRECIA - «La Sicilia» spiega Lo Bello in una lunga intervista rilasciata a Felice Cavallaro, «rischia di diventare la Grecia del Paese e il Paese deve intervenire anche superando gli ostacoli di una autonomia concessa nel dopoguerra, in condizioni storiche e politiche ormai lontanissime, ma utilizzata da scriteriate classi dirigenti per garantire a sé stesse l'impunità».

Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it


Monti: "Addio festività: 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 8 dicembre, 1 novembre si lavora"

Per Monti non ci sono santi che tengono

Ci aveva già provato Silvio, ma a differenza del governo Berlusconi, che aveva deciso di accanirsi sulle festività laiche (1 maggio, 25 aprile, 2 giugno), il governo Monti è molto più "democratico" e bipartisan: via tutte le festività minori, anche quelle religiose.
E così a breve diremo addio all'Immacolata Concezione dell'8 dicembre e non solo: dopo 1187 anni dalla proclamazione da parte di Papa Gregorio IV del 1 novembre 2012 come festa di Ognissanti, doveva arrivare Mario Monti per chiudere definitivamente anche questa sacra celebrazione.
"Basta feste: c'è bisogno di rilanciare l'economia" commentano oggi fonti vicine al premier sul quotidiano filogovernativo "La Repubblica".
Ma il rischio è l'effetto recessivo, altrochè il rilancio dell'economia: basti pensare agli operatori turistici, che sui ponti festivi riuscivano a barcamenarsi qualcosa oltre ai flussi stagionalizzati di un turismo sempre più esiguo. Non girano i soldi e chiudono le imprese: e andiamo sempre più a fondo.
Non resta che affidarci alla Immacolata Concezione.

Fonte: http://isegretidellacasta.blogspot.it

ECCO COME SARA' L' ITALIA DEL FUTURO

di Oliviero Mannucci

http://www.andromedafree.it/umorismo/audiofantozzi/fantozzi3.jpg

Se la tendenza è questa ecco come sarà l'Italia del futuro.

Si lavorerà tutti i santi giorni, quando si arriverà all'età per la pensione ( che nel frattempo sarà diventata quella di 100 anni) 6 mesi prima di aver maturato i giusti contributi, verremo allontanati dal lavoro e verrà innalzata ulteriormente l'età pensionabile, che passerà da 100 a 105 anni, in questo modo diventeremo degli "eso..nculati. I politici invece andranno in pensione dopo solo un mese di "lavoro" con 100 000 euro al mese , macchina blu, jet privato e casa vista Colosseo a vita. La pressione fiscale per i lavoratori nel frattempo sarà diventata del 100% e il datore di lavoro verserà l'intero nostro stipendio allo Stato. Le ferie non esisteranno più, e gli straordinari saranno obbligatori da fare ma bisognerà pagare noi per farli. Chi non vorrà lasciare il posto di lavoro arrivato a sei mesi dall'età pensionabile,( per non essere eso..nculato) dovrà pagare lui di tasca propria una cifra corrispondente al triplo del proprio stipendio. E se alla fine riuscirà a raggiungere l'agognata età pensionabile con i giusti contributi, i nomi dei papabili verranno messi nel bussolotto del Lotto e potranno partecipare alla sola estrazione annuale, (solo 1 su un milione ce la farà) e SE SARA' FORTUNATO, SE VERRA' ESTRATTO, allora forse andra' in pensione con 500 EURO AL MESE. Per tutti gli altri NISBAAA!!!!! Fantozzi in confronto ci farà una pippa ma l'euro sarà salvo, cazzo !!!!!!!!!

Della serie: Quando la merda avrà valore, i poveri nasceranno senza culo!



martedì 17 luglio 2012

L'Italia aderisce al patto suicida - approvati l'ESM e il Fiscal Compact

13 luglio 2012 (MoviSol) Ieri il Senato della Repubblica ha approvato il Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM) e il Trattato europeo sul Fiscal Compact, due nuovi accordi progettati per mantenere in vita il sistema speculativo globale attraverso l'austerità e la dittatura dei mercati finanziari. Con il sistema dell'euro in via di disintegrazione, i poteri oligarchici sovrannazionali e i loro portavoce nella Troika (BCE, FMI, Commissione Europea) hanno ormai abbandonato ogni pretesa di democrazia e imposto un processo che porterà alla fine di ogni vestigia della sovranità nazionale.



Il Fiscal Compact è l'estensione del Patto di Stabilità, che obbliga tutti gli stati a rispettare i vincoli di bilancio stabiliti a suo tempo dal Trattato di Maastricht. Nel caso italiano significherebbe ulteriori tagli o tasse per circa 40 miliardi di euro all'anno per i prossimi 20 anni. Quello che sta facendo oggi Monti è solo un piccolo assaggio. L'ESM è il fondo salva-stati, che originalmente era previsto venire in soccorso agli stati in difficoltà, agendo come ente indipendente con la forza contrattuale di dettare le linee guide ai governi che accettassero gli aiuti. Non ci sarebbe la possibilità di trattare, di discutere democraticamente con la popolazione, ma solo di eseguire gli impegni presi con qualsiasi mezzo. Nel frattempo gli è stato conferito anche il potere di finanziare direttamente le banche. Quindi non più la maschera di "salva-stati" ma "salva-banche".

Il Trattato ESM ratificato dal Senato prevede che i manager del fondo possano richiedere in qualsiasi momento un aumento del capitale, già consistente, senza che i governi o i parlamenti nazionali possano opporsi, e che gli stessi manager godano della completa immunità da ogni giurisdizione nazionale e internazionale.
Al Senato i due trattati sono stati approvati da tutti i gruppi parlamentari tranne la Lega Nord (contrari) e l'IdV (astenuti). I partiti della maggioranza si giustificano con la "necessità" di costruire un'Europa più forte, strada obbligata per uscire dalla crisi; cioè l'unione fiscale e politica che è l'obiettivo dell'UE da almeno il 1989, quando si decise di bloccare la strada dello sviluppo economico guidato da un'alleanza di nazioni sovrane.
La realtà è che il progetto degli Stati Uniti d'Europa rappresenta soltanto un tentativo disperato di tenere in piedi un sistema finanziario decotto. La politica dell'austerità, della deregulation e del disinvestimento nell'economia reale è la causa della crisi, e non si potrà cambiare direzione senza un taglio netto con il passato (la creazione degli Stati Uniti d'America, infatti, avvenne su basi ben diverse, mirate all'investimento nell'economia reale). Eppure ad ogni ulteriore manifestazione del problema i capi di governo europei - incoraggiati da Obama e Geithner che temono per le banche americane - raddoppiano: altri salvataggi, altri tagli al tenore di vita della popolazione.

Ormai è evidente che la ricetta non funziona, ma bisogna avere il coraggio di cambiare, prima che sia troppo tardi. Gli stati possono ancora decidere di riappropriarsi del futuro, ma per fare ciò dobbiamo porre fine al circolo infinito di salvataggi bancari. La soluzione comincia con la Glass-Steagall, cioè la separazione tra banche ordinarie e banche speculative, proposta che trova nuovi sostenitori ogni giorno. In Italia ci sono proposte di legge in entrambe le Camere del Parlamento (Peterlini, Tremonti, Lega Nord), come negli USA con il ddl della deputata democratica Marcy Kaptur. E lo scandalo Libor di questi giorni ha messo paura addirittura ad una fazione della City di Londra, che ora chiede di andare in questa direzione, con un editoriale sul Financial Times a favore della Glass-Steagall.

I trattati draconiani dell'UE si possono ancora fermare, sia a livello politico perché devono passare ancora per la Camera dei Deputati in Italia, sia a livello giudiziario, per esempio con i ricorsi costituzionali in Germania. La vera svolta però dipende dalla mobilitazione popolare, per costringere le istituzioni a guardare in faccia alla realtà e cominciare a costruire un futuro di progresso.

Fonte: http://www.vocidallastrada.com

Italia in saldo: svendere il paese per 20 miliardi l’anno

Eutanasia dell’Italia, a colpi di 20 miliardi di euro all’anno. Il suicidio programmato del patrimonio pubblico della nazione che ha appena festeggiato i primi 150 anni di vita è «una strada praticabile», secondo il neo-ministro dell’economia Vittorio Grilli, per ridurre strutturalmente il debito pubblico. Regalando – di fatto – i beni pubblici degli italiani al grande capitale finanziario: lo stesso che ha provocato la crisi e sottratto agli Stati la leva della moneta sovrana, strategica per risalire la china senza dover ricorrere a tagli criminosi. Intervistato dal “Corriere della Sera”, Grilli auspica un piano pluriennale per garantire «vendite di beni pubblici per 15-20 miliardi l’anno, pari all’1% del Pil». E’ la legge – folle – del “pareggio di bilancio” imposto dall’élite tecnocratica dell’Unione Europea mediante trattati-capestro come il Fiscal Compact: drenare a sangue le risorse pubbliche, costringendo lo Stato a comportarsi come un’azienda privata – neppure virtuosa, ma fallimentare: un’azienda che non è più in grado di fare investimenti vitali.

«Già abbiamo un avanzo primario del 5%», ammette Grilli, confermando che lo Stato spende per

Vittorio Grilli

i propri cittadini meno di quanto riceva sotto forma di tasse. Calcolando «una crescita nominale del 3%», aggiunge Grilli, la svendita a rate del patrimonio pubblico italiano produrrebbe una riduzione del debito pari al 20% in soli cinque anni. Nel colloquio con Ferruccio De Bortoli, Grilli difende anche la famigerata spending review, che «consente risparmi al di là delle cifre di cui si parla in questi giorni», dal momento che «si possono ridurre ancora le agevolazioni fiscali e assistenziali, intervenire sui trasferimenti alle imprese». Il tecnocrate arruolato da Monti parla addirittura di tagli alla tassazione sul lavoro, mentre collabora alla demolizione del welfare su cui si sono basati cinquant’anni di benessere e di sicurezza sociale.

Vittorio Grilli ha un curriculum perfettamente adeguato alle sue attuali performance: è stato assistente professore alla Yale University e poi docente al Birkbeck College dell’università di Londra. Nel 1994 è entrato al Ministero del Tesoro come capo della direzione per le privatizzazioni: super-tecnocrate di scuola anglosassone, ha firmato il suo ingresso nell’amministrazione statale in qualità di liquidatore, secondo i dettami dell’élite neoliberista che prescrive la sparizione progressiva dello Stato come garante dei cittadini. Dirigente bancario del Crédit Suisse, è tornato al ministero nel 2002 come Ragioniere Generale dello Stato, per poi dirigere il Tesoro e sfiorare, nel 2011, la super-poltrona di governatore di Bankitalia

Monti e Grilli

poi andata ad Ignazio Visco. Un uomo con le carte in regola, dunque, per sforbiciare quel che resta dei beni comuni in via di sparizione.

E mentre il Parlamento dorme e lascia fare ai “tecnici”, i freddi esecutori dei diktat impartiti da Bruxelles e Francoforte per devastare il sistema socio-economico europeo mettendo in salvo soltanto le banche e il loro capolavoro speculativo, la moneta “privata” chiamata euro, l’economista Grilli se la prende con l’ultimo declassamento di “Moody’s”, come se le agenzie di rating non fossero parte integrante del piano mondiale per spodestare i cittadini europei, retrocessi a sudditi da “punire” con selvaggi “sacrifici”, senza una sola contropartita ragionevole né un’idea di sviluppo per uscire dalla crisi. Grilli attacca addirittura i mercati, cioè i “mandanti” del governo Monti, perché «non riconoscono ancora la bontà degli sforzi compiuti dal nostro Paese per mettere in ordine i conti». E’ il copione mediatico del “risanamento”: i becchini si presentano come salvatori. «Il pareggio di bilancio è a portata di mano, le riforme strutturali sono avviate», si vanta Grilli: «Nessun altro Paese ha fatto tanto in così poco tempo». Record forse sfuggito ai mercati “distratti” ma non certo agli italiani, tragicamente ingannati e finiti nella trappola mortale del “rigore”.

Fonte: http://www.libreidee.org