IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

mercoledì 7 ottobre 2020

EQUILIBRISMI : diario semiserio di una vita precaria ( Marco Badi )

                                 

"Equilibrismi " è il diario umoristico delle disavventure quotidiane di una vita fatta di precariato,  di incontri surreali, di oscure dinamiche di coppia, di "mitici localini", ma  anche di arte contemporanea, della passione smodata per i film i libri  la musica e il calcio e non solo; si parla anche di incubi notturni e di teatro, di shopping e....molto, molto altro. Sorrisi e risate dunque, ma anche qualche riflessione e molte domande su come riuscire a sopravvivere nella giungla rappresentata da questi nostri difficili e sconcertanti tempi in cui ci siamo ritrovati a vivere.

                                            

Marco Badi - Poeta e drammaturgo fiorentino, dopo il premio "Scovenna" a Parma, il premio "Leonardo" a Firenze e la pubblicazione della sua raccolta "Deserti Elettrici", dal 1996 si dedica al teatro e le sue pièce vengono rappresentate a Firenze, Roma (Schegge d'autore 2002), Milano (Tramedautore 2002) e Reggio Emilia (Uai Festival 2004). Nel marzo del 2005 il suo atto unico "Colloquio di lavoro", tratto dalla raccolta "Piccoli Drammi Terrestri", è andato in scena all' Eureka Theatre di San Francisco CA - USA (BOA Festival). E' inoltre autore del manifesto di intenti letterari "Hyperion o il canone del metodo iperrealista" (http://www.dramma.it/articoli/articolo5.htm).

"EQULIBRISMI" Marco Badi

Lo trovate su Amazon, non ve lo perdete, (io ce l'ho già) se volete passare qualche ora serena e divertente scoprendo un autore tagliato per scrivere e comunicare e descrivere la realtà di tutti i giorni in una maniera ironicamente intelligente.

 

Oliviero Mannucci


venerdì 6 marzo 2020

Alla faccia dell'igiene! Le ferrovie se ne fregano altamente.

6 Marzo 2020  - Ore 8.21 Firenze stazione Porta al Prato

 
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Questa mattina, dopo aver acquistato un biglietto da 4.50 euro per Empoli, mi reco da Firenze S.Maria Novella alla stazione di Firenze Porta al Prato, arrivo con un certo anticipo e alle 8.05 arriva il treno da Empoli. Salgo, mi siedo, e nel frattempo sento una voce dall'altoparlante che dice che le ferrovie stanno ottemperando a tutte le regole per far fronte al Corona Virus. Poi alle 8.21 il treno parte, il viaggio è tranquillo, il controllore passa varie volte ma non controlla mai i titoli di viaggio a nessuno dei passeggeri. Poi ancora la voce dell'altoparlante ricorda per l'ennesima volta che le ferrovie stanno ottemperando  alle disposizioni sul Corona Virus e che se si vogliono avere chiarimenti si può andare sul sito delle ferrovie. Poco prima delle 9.00 arrivo ad Empoli, e provo ad utilizzare uno dei bagni automatici della stazione, spendo i miei 0.50 centesimi, la porta automatica si apre e un tanfo invade le mie narici. Il bagno è in condizioni precarie, il pavimento si sta sfondando ed è pieno d'acqua, faccio quello che devo fare, ed esco. Certo un esperienza del genere non lascia un buon ricordo, ma quando ritorno alla stazione, dopo aver fatto un altro biglietto da  euro 4.50, questa volta per Poggibonsi, prevedo di prendere il treno delle 11.40, e vado di nuovo ai bagni automatici, questa volta utilizzo quello di sinistra, spendo i miei 0.50 centesimi, il portello automatico si apre, altro tanfo che inonda le mie narici, e questa volta lo spettacolo è desolante. Il pavimento è imbarcato peggio del bagno adiacente utilizzato al mio arrivo, l'acqua nel punto più alto arriva quasi a 10 centimetri, faccio quello che devo fare e vado a pigiare il pulsante dell'erogatore della carta igienica, niente non funziona, utilizzo allora i miei fazzoletti, che per fortuna ho con me, poi vado per lavarmi le mani, l'acqua non funziona e non scende neanche il sapone. Insomma per che cosa ho pagato 0.50 centesimi, per farmi prendere per il culo. Esco dal bagno incazzato come una belva, ma come sul treno il messaggio vocale diceva che le ferrovie stanno ottemperando alle disposizioni su Corona Virus e poi in questo bagno, dopo aver espletato le funzioni fisiologiche, non è possibile ottemperare proprio alla prima di queste disposizioni - lavarsi bene le mani con il sapone - che badate bene, io osservo sempre, Corona Virus o non Corona Virus. 

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La stazione di Empoli


E qui viene il bello....

Vado alla biglietteria per far presente il problema e chiedo di parlare con il responsabile di questa situazione e come accade spesso quando ti relazioni con gli addetti delle ferrovie, si dimostrano subito disposti A NON AMMETTERE LE LORO RESPONSABILITA' dicendo che loro non c'entrano niente e che devo andare all'ufficio preposto dove c'è il responsabile di tale situazione. La responsabile, secondo loro è l'addetta alle pulizie che mi dice di aver fatto presente il problema. I BAGNI SONO QUASI FATISCENTI, spesso non funzionano come dovrebbero e che la responsabilità è delle ferrovie. Torno alla biglietteria, dove gli addetti, una signora e un signore, si trincerano dietro il vetro con il cartello chiuso. SIAMO CHIUSI, NON POSSIAMO DIRLE ALTRO! A che brave persone, dico io, hanno chiuso con tutta la gente che c'è, come faranno a fare il biglietto tutte queste persone visto che l'edicola interna è chiusa. Allora vado alla Polizia per fare un esposto. Faccio presente il problema, e un agente mi dice di aspettare, va a parlare con un superiore, poi mi accompagna ai bagni per vedere di trovare il nome della società che gestisce i bagni automatici, la scrivo e poi torno alla stazione di Polizia per fare l'esposto e sapete cosa mi dicono: E che reato avrebbero commesso?
 Bè intanto ho pagato per nulla, secondo, con il bagno in quelle condizioni non stanno certo ottemperando alle disposizioni sul Corona Virus, in quanto i bagni sono in condizioni pessime, e addirittura, uno di essi non eroga quanto dovuto, ne carta igienica, ne acqua, ne sapone. Poi provo a chiamare la Polizia Municipale di Empoli, che mi dice che non è loro competenza e mi devo rivolgere, sentite bene....ALLA POLIZIA POSTALE che si trova in stazione, ma quale POLIZIA POSTALE, sarà la POLIZIA FERROVIARIA caso mai, che però, è proprio il  caso di dirlo, se ne è lavata le mani. Ora mi rivolgerò alla azienda sanitaria di  Empoli e vedremo come finirà la storia, nel frattempo perdo il treno delle 11.40 e prendo quello successivo delle 12.05. Rieccola la vocina dall'altoparlante, le ferrovie stanno ottemperando alle disposizioni sul Corona Virus ( si, ma de che, dico io). Apro il tavolino laterale per appoggiare il telefono, e qui si vede quanto le Ferrovie ci tengano alla pulizia, il tavolino sembra imburrato, unto da far schifo, tanto da riflettere la luce quasi come uno specchio. Chiamo il controllore, una donna, che per tutto il viaggio non ha mai guardato i biglietti a nessuno, e gli faccio presente la zozzura del tavolino e gli racconto dei bagni della stazione e del comportamento dei suoi colleghi e gli dico: quando però dovete fare le multe, se uno non ha il biglietto, come siete ligi al vostro dovere, ma quando si tratta di tenere efficiente e puliti i servizi che dovreste offrire ai viaggiatori che pagano per tutto questo, latitate alla grande, addirittura chiudendo una biglietteria nel bel mezzo della mattinata per non dare spiegazioni. Questi sono i fatti cari signori, le ferrovie, la polizia, i controllori, la municipale se fregano altamente dei diritti dei cittadini che devono solo subire e pagare. CHE BELLA FIGURA DI MERDA care Ferrovie, siete inefficienti, bugiardi,  arroganti , e non solo voi. Ma io alla azienda sanitaria locale segnalerò veramente il vostro comportamento inqualificabile e scritto su questo blog, ne verranno a conoscenza tante persone, povera ITALIA. VERGOGNA!
 

giovedì 5 marzo 2020

Multa a mezzo che accompagna disabile, Venzi: "Sindaco il buonismo non porta a nulla"

 "Ha screditato il lavoro della polizia municipale delegittimandola agli occhi dei cittadini"


SAN CASCIANO - La notizia l'abbiamo data nei giorni scorsi: multato un mezzo della Misericordia di San Casciano che era andato a prendere al lavoro una donna che da anni lavora nella biblioteca comunale di San Casciano.

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Mezzo che si era sistemato in via Lucardesi per agevolarla nell'uscita. Multato dalla polizia locale di San Casciano. Sul tema si esprime il capogruppo di opposizione del gruppo San Casciano Civica, Luigi Venzi: "Piena solidarietà a una donna - espordisce - che da tanti anni dona il suo prezioso contributo, lavorando nella biblioteca. Solidarietà anche al personale dei mezzi di soccorso per l’indispensabile opera che svolge. Ma solidarietà anche alla polizia municipale per il lavoro che compie quotidianamente nel nostro territorio e che a volte, proprio perché chiamata ad intervenire dagli stessi cittadini, non può che ottemperare al proprio dovere".
"Ci dispiace però - evidenzia - che il sindaco, parlando di buonsenso, abbia screditato il lavoro del personale della polizia municipale del suo comune, perché ciò si ripercuote in una delegittimazione agli occhi dei cittadini che infatti, sui social, hanno dato il via ad una serie di insulti e prese in giro nei confronti dei vigili".

"Quindi sindaco - esorta Venzi - il buonsenso che lei chiede sta anche in questo e dovrebbe essere applicato nel risolvere a monte i problemi, non in un atto di buonismo che tanto non risolve nulla! La biblioteca è stata appena ristrutturata, per di più la dipendente in questione ci lavora da tanti anni, allora ci chiediamo perché l’ingresso riservato ai disabili non è stato previsto nella parte di “Via della Cultura” dove la rampa, da poco costruita, ha una pendenza tale da non consentire l’ingresso alle persone disabili (in verità, nemmeno una persona con il passeggino può riuscire ad entrare da quella parte, dato che aprendo le porte l’accesso risulta impossibile)".

"Purtroppo - dice ancora Venzi - l’unico accesso per i disabili alla biblioteca è previsto proprio da via Lucardesi dove i marciapiedi non consentono un passaggio semplice con una carrozzina, dove non vi può essere uno stallo per il parcheggio e dove un mezzo che trasporta un disabile non può sostare se non sopra il marciapiede".

"Crediamo che il buonsenso da ricercare sia proprio questo - conclude - abbattere le barriere architettoniche e consentire tranquillamente ad un disabile di raggiungere il proprio posto di lavoro senza dover commettere alcuna infrazione al Codice della Strada e soprattutto senza dover esentare la polizia municipale dal compiere il proprio dovere. Questo è il buonsenso che vorremmo. Il buonismo non porta da nessuna parte, i problemi bisogna risolverli alla fonte!".


 Commento di Oliviero Mannucci: Non sono certo nuovi gli agenti della Polizia Municipale dell'Unione del Chianti a queste "prodezze". Hanno anche fatto sequestrare mezzi a persone in difficoltà che usavano i loro mezzi per lavorare, che per una difficoltà momentanea, magari non avevano potuto pagare l'assicurazione, ma che non circolavano. Loro sono così cari signori, non guardano in faccia a nessuno, hanno la multa facile, non pensano prima di agire, non immaginano i problemi che vanno a creare alle persone e alle famiglie delle persone tartassate dal loro comportamento, che rimangono senza un mezzo che li aiuta a sostenersi o che comunque serve a svolgere tutti i spostamenti che una famiglia fa in una giornata, e nello stesso tempo non fanno neanche un gran servizio alla collettività, perché con i tempi che corrono, tutti prima o poi possono attraversare un momento difficile, dal quale con fatica provano a risollevarsi, e loro che fanno, non vengono a chiedere come mai, cosa è successo, che problema sta attraversando questa persona che ha sempre pagato tutto, non sono amici dei cittadini, loro multano, sequestrano, distruggono le famiglie e le persone, e poi quando incontrano le stesse  le salutano pure non ricevendo nessuna risposta, naturalmente. Ma vorrei ricordare a questi signori, che il vigile urbano, non sta li  per multare  ma per svolgere un servizio alla collettività, dalla quale tra l'altro è pagato, e prima di creare sofferenza alle persone, dovrebbe almeno provare a capire anche quelli che non sono loro amici ( perchè ai loro amici prima di multarli gli citofano, io l'ho visto fare ) anche perché se si toglie un mezzo che serve per lavorare a una persona o ad una famiglia, quest'ultime difficilmente potranno poi continuare a pagare le tasse comunali e anche i loro stipendi quindi. Ma, chiedere tanta intelligenza a chi non l'ha è certamente da ingenui e questa mia affermazione è confermata dal fatto accaduto. La multa ad un mezzo della Misericordia che sta svolgendo un servizio sociale importante, accompagnare da casa al proprio posto di lavoro o viceversa una persona differentemente abile. Per fortuna, la notizia in questione non lo riporta, il sindaco di S.Casciano, una volta che gli sono cadute le braccia, non avendo il potere di togliere la multa la pagherà di tasca sua. Ricordatevi quindi, i vigili urbani dell'Unione del Chianti non sono amici di chi paga loro gli stipendi e cioè di noi cittadini !

sabato 25 gennaio 2020

Scandalo parcheggi, il capo dei "vigilini" resta in carcere „Scandalo parcheggi: il capo dei "vigilini" resta in carcere“


La decisione del gip: niente domiciliari per Antonio Raimondo

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Niente domiciliari, nonostante sia incensurato. Resta in carcere a Sollicciano Nicola Raimondo, 49 anni, il funzionario della Sas, Società dei servizi alla strada, arrestato lo scorso 13 gennaio insieme ad altre 11 persone nell'ambito dell'inchiesta della procura e della polizia municipale di Firenze sui parcheggiatori abusivi e sulle loro “relazioni pericolose” con i vigilini Sas.
Lo ha deciso stamani il gip del tribunale di Firenze Angelo Antonio Pezzuti, rigettando la richiesta di attenuazione della misura di custodia cautelare avanzata lo scorso 16 gennaio dai legali di Raimondo, al termine dell'interrogatorio di garanzia svoltosi in carcere fiorentino. I quell'occasione Raimondo, assistito dagli avvocati Annamaria Gallo e Francesco Stefani, aveva risposto per due ore alle domande del gip.
Il capo dei vigilini della Sas aveva dichiarato, tra l'altro, di avere inviato in passato tanto al consiglio di amministrazione quanto al direttore generale della Sas delle mail, in cui segnalava i presunti rapporti illeciti tra i parcheggiatori abusivi e Vittorio Sergi, ausiliario della sosta, anch'egli finito agli arresti.

Fonte “

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giovedì 16 gennaio 2020

Ataf, biglietto: pagamento contactless, Aduc denuncia le magagne del nuovo sistema

FIRENZE – Pubblichiamo il comunicato pervenutoci da Aduc che, a seguito di denuncia di un viaggiatore, informa della beffa del nuovo sistema di pagamento del biglietto contactless, tanto pubblicizzato dall’azienda.

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«Bella la tecnologia! Smaterializzare i contanti e pagare tramite POS è uno degli argomenti del momento: è più pratico e veloce, evita pagamenti in nero ed evita di andare in giro con contanti. Ataf, la compagnia di trasporto pubblico di Firenze consente, da qualche mese, di smaterializzare anche il biglietto pagandolo con la carta contactless. Non dovrò andare a cercare un tabaccaio dove comprarlo, non devo chiederlo all’autista rischiando che non ne abbia, non abbia il resto, non possa vendermelo poichè non sono rispettate le “condizioni di sicurezza e regolarità del servizio. Un’ottima iniziativa, ma.
Se compro il biglietto fisico devo timbrarlo (e se non lo faccio prendo una multa). Se pago con SMS devo attendere che mi arrivi il messaggio di conferma (fino a quel momento non sono in possesso di un regolare titolo di viaggio). Quando però faccio il biglietto digitale con la carta contactless la validatrice alla quale avvicino la carta si limita a dirmi biglietto valido, poi il messaggio scompare. E cosa succede se nel frattempo sale il controllore, verifica la mia carta a rileva che non ho un valido titolo di viaggio? E’ la mia parola contro quella della carta, o della macchinetta con cui il controllore fa le sue verifiche. A nulla vale garantirgli che io il biglietto l’ho fatto, e che la macchinetta mi ha risposto biglietto valido. Non ho nulla in mano, e prendo una multa ingiusta di euro 55,00 (oltre ad aver pagato euro 1,50 di biglietto).
E’ quanto accaduto ad un’utente dei trasporti pubblici di Firenze che si è rivolto poi ad Aduc, che ci ha chiesto come difendersi, cosa fare. Ci è bastato un controllo sul sito dell’Ataf per verificare che invece l’utente aveva ragione, il biglietto era stato emesso proprio all’ora che l’utente aveva indicato al controllore e quindi la multa va annullata. La nostra utente farà ricorso, allegando la prova scaricata dal sito di Ataf, e immaginiamo che verrà accolto. Ma a quanti è capitata la stessa cosa e si sono limitati ad inveire contro le diavolerie tecnologiche maledicendo il giorno in cui si sono fidati dell’innovazione? E perchè il controllore non ha suggerito all’utente di verificare sul sito? E perchè – soprattutto – al controllore quel pagamento non risultava? Chiediamo ad Ataf di verificare con cura le motivazioni di questi disservizi e di porvi rimedio, altrimenti gli utenti non si fideranno più di uno strumento che invece è utile e va incentivato, e penseranno che l’inerzia di Ataf sia motivata dal far cassa.
Emmanuela Bertucci, legale Aduc»
All’Azienda l’ardua risposta.

Fonte

Commento di Oliviero Mannucci: ATAF, sinonimo di deficit ed inefficienza. Non sanno più cosa inventarsi per ripianare il buco di bilancio che con tanta "competenza" hanno creato nel corso degli anni. A rimetterci sono sempre gli utenti. Attenzione! Fate veramente molta attenzione. Se vi trovaste ad acquistare un biglietto alle colonnine automatiche, utilizzate i soldi contati, cioè esattamente Euro 1.50 ( se acquistate un solo biglietto) perché le macchinette in questione non rilasciano resto, e vi vedrete recapitare insieme al biglietto di viaggio, un altro biglietto per ricevere il rimborso del resto, agli appositi sportelli. Insomma, per ricevere un resto di centesimi 50, dovrete recarvi agli sportelli ATAF, che prima vi fanno prendere il numero per essere ricevuti, poi vi faranno fare una fila più o meno lunga eppoi quando arriverà il vostro turno, vi diranno che dovrete recarvi negli uffici perché loro allo sportello non sono abilitati a fare rimborsi. Insomma per avere indietro 50 centesimi, dovrete perdere un sacco di tempo. Insomma all'ATAF pensano che la gente non abbia un cazzo da fare. Questo è quanto è capitato al sottoscritto nel giorno di ieri alla stazione di Santa maria Novella di Firenze. Ma tanto oramai non mi meraviglio più di niente, l'ATAF è un azienda allo sfacelo.

lunedì 21 ottobre 2019

CON LE MANETTE NON SI COPRE IL DEFICIT DELLO STATO

 

La teoria finanziaria del governo giallorosso (ci scusino, i tifosi della Roma, non abbiamo nulla contro di loro e non spetta a noi difenderli da questa omonimia messa in voga) è questa: se con i limoni disponibili la limonata è scarsa, bisogna spremere di più i limoni. Più o meno: spremere anche la buccia. 

 Di Maio promette al popolo già da lui e dai suoi “liberati dalla miseria” con il reddito di cittadinanza (che costerà allo Stato, per il meccanismo di elargizione e di contenzioso il doppio di quello che andrà nelle tasche dei cittadini e degli stranieri che cittadini non sono) di “coprire” il deficit di bilancio con una bella, ulteriore strizzata dei limoni. Di quelli più grossi, assicura, per ottenere l’applauso di quegli altri, che però tanto fessi non sono. Ci vogliono le manette agli evasori, naturalmente per i più grossi? Certo, gli evasori mi stanno antipatici non meno dei ladri e dei truffatori, alla cui genia quelli che propriamente “evasori” si possono chiamare appartengono. Ma se l’evasione fiscale è nel nostro Paese una delle caratteristiche più spiccate, anche se non originali, ciò è perché si vogliono considerare “evasori” magari quelli che non se la cavano con le 350 voci dei moduli vari per il pagamento delle imposte, quelli che hanno scelto il commercialista sbagliato, professionisti di cui non oggi possono fare a meno, manco i mendicanti.
E, poi che significa “manette agli evasori”? Già oggi gli evasori più grossi ed “abili” ricorrono ad una serie di espedienti, falsi e pasticci vari che sono reati e comportano, se scoperti, le manette. In genere i cosiddetti “grandi evasori” dispongono dei commercialisti più abili e preparati che se la cavano (e li cavano) nel guazzabuglio di leggi, leggine, modifiche, aggiunte, interpetrazioni del sistema fiscale. Così, il giorno che un ufficio speciale antievasione riuscisse a fornire un rapporto plausibile sul fenomeno dell’evasione (che ho ragione di dubitare sia probabile) ne verrà fuori che i peggiori evasori, quelli cui Di Maio vuole vedere in manette, sono quelli che hanno scelto, o comunque hanno trovato il commercialista sbagliato.
Gli altri o sono falliti perché sono stati convinti da quell’angelo custode della vita economica (??) dei Cittadini italiani a “fare il loro dovere”, oppure hanno dato consigli tanto efficaci da farli passare per contribuenti onesti e puntuali quando non lo sono affatto. La realtà è che non si tratta di un numero più o meno di mariuoli che la fa in barba al Fisco (ed ai contribuenti babbei o mal assistiti). C’è un’economia sommersa, che Iddio ce la conservi, perché, se dovesse essere affogata, ci ritroveremmo tutti, e non solo gli attuali “evasori”, con, come si suol dire, il culo per terra. Non sono un economista e fosse per me l’economia e le finanze d’Italia andrebbero in rovina perché pago sicuramente più tasse di quel che dovrei: se trovassi troppi imitatori (il che è difficile) il Paese andrebbe in rovina. Non credo che questa sia la predicazione di un anarchismo fiscale. E’, piuttosto, una riflessione sulla complicazione delle cose semplici che affligge il nostro Paese. Malgrado le buone intenzioni di Di Maio (scusate il riferimento ad un’ipotesi ridicola oltre che impossibile) le “manette agli evasori”, cioè un’ulteriore spremuta di un po’ tutti direttamente o indirettamente, hanno un costo ed una conseguenza politico-economica che strangola il modesto risultato che se ne cava. Anzitutto è ridicolo e degno delle logiche degli “Amici del Bar dello Sport” fare i conti per l’anno prossimo affidando il “ripiano” del bilancio al ricavato di una più rigorosa lotta all’evasione. Manette agli evasori significa, infatti, altri processi, fabbriche chiuse, fallimenti. E, quel che conta di più, un aumento di spese per lo Stato manettaro. Aspettate che i beni dei “grandi evasori” vengano messi all’asta, che si mettano le manette, oltre ai contribuenti furbastri, ai varii Saguto, che si “esauriscano” i procedimenti. Aspettate che la paura delle manette crei più contribuenti onesti e puntuali (e commercialisti disponibili a perdere la fiducia i clienti consigliando loro di essere tali), e poi fate i conti con il fallimento di una parte considerevole dell’economia sommersa, con il suo “indotto” anche di economia alla luce de sole (si fa per dire) e il ripianamento dei bilanci lo salutiamo da lontano. Altro che “manovra per il 2020!!!”. C’è un solo modo di combattere l’evasione fiscale: rendere il meccanismo di prelievo meno complicato. Oggi, anche e soprattutto con il Fisco è troppo difficile essere onesti, quando non è impossibile per chi non voglia fallire il giorno dopo.Ma vallo a far capire a gente come questa che ci governa: pensano solo alle reazioni del pubblico di domani mattina!!Manette! Manette! Sì certo, ce ne vorrebbero, ma quando sono manette invocate, esaltate e predicate, sono quasi sempre per le mani sbagliate.
E non sono certo un modo per ripianare i bilanci.

Mauro Mellini

Fonte 

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Commento di Oliviero Mannucci:  Non c'è nulla da fare! I nostri politici non CAPISCONO o non vogliono CAPIRE. Più aumentano le tasse, più aumenta l'evasione. E' questa l'equazione. I lavoratori, le imprese, la gente che in generale si sporca le mani per vivere è al limite! A LUGANO è pieno di banche con i conti di tutti i partiti italiani, e non solo a LUGANO, e poi pretendono che si tassi anche le mancette che prendono i bambini che fanno la prima comunione. Ma cosa è questa roba? E' così che volete attirare gli imprenditori dall'estero,instaurando uno stato di Polizia fiscale?Le tasse devono avere un limite oltre il quale è un ladrocinio ( e questo limite è stato superato già di parecchio), e chi governa deve imparare a spendere bene le risorse. Più aumentate le tasse e i controlli, più c'è chi deve evadere per necessita o chiude, oppure va ad imprendere all'estero. E' così difficile da capire, non è questa la strada da seguire. Se gli italiani non sono ancora scesi in strada ( vedi Cile) è perché riesce a sopravvivere arraggiandosi come può, e questo non è un reato quando uno Stato iniquo ti succhia il sangue come una sanguisuga. Tassate le multinazionali che vi finanziano sottobanco per far passare le leggi che fanno comodo a loro perché gli fanno fare profitti astronomici piuttosto e imparate a gestire i soldi dei cittadini restituendo loro dei servizi degni di un paese civile. È facile, ogni volta che i conti non tornano ( perché siete degli incapaci) aumentare le tasse o spremere come limoni sempre i soliti.