IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

giovedì 18 marzo 2021

COME SI AFFRONTA IL COVID-19

 

 IPPOCRATE PRESENTA LE LINEE GUIDA CURE COVID.

Le seguenti linee guida sono pubblicate unicamente a scopo didattico-informativo per la classe medica. Se ne sconsiglia pertanto un utilizzo personale senza avere consultato un medico.
I medici di IppocrateOrg, basandosi sulle linee guida pubblicate, decideranno la terapia più appropriata in base alla situazione di ogni paziente, trattato secondo scienza e coscienza.

 

Al fine di ottimizzare il trattamento domiciliare, le linee guida che IppocrateOrg propone (aggiornate al 12 marzo 2021) tengono conto della progressione della malattia in 3 stadi, come universalmente riconosciuto:

 

Definiamo in FASE 0 (FASE Zero) un soggetto positivo al tampone ma asintomatico.

Suggeriamo di estendere la terapia dei soggetti in FASE Zero anche ai contatti stretti.

Spesso la malattia è seguita da una lunga fase di convalescenza. Come associazione proponiamo anche dei suggerimenti per abbreviare questa fase di recupero.

La strategia vincente è la precocità del trattamento

Mai, in passato, di fronte ad una patologia si è assistito ad una risposta così scomposta da parte dei Paesi cosiddetti avanzati o occidentali.

Mentre nei Paesi ad economia più arretrata sono stati immediatamente formulati dei protocolli e si è invitato tutto il personale medico e la popolazione a seguirli per combattere il Covid, nei Paesi più ricchi non è stata trovata alcuna sintesi.

Ancora oggi, dopo 10 mesi di epidemia, i farmaci utilizzati per curare i pazienti sono i più disparati. Variano da Stato a Stato ma anche da Regione a Regione. Il Palmares va certamente attribuito all’Italia che sta producendo centinaia di Protocolli diversi che variano da Regione a Regione, da Città a Città, da USCA a USCA, da Associazione medica ad Associazione medica, da Ordine a Ordine; Protocolli di cura che contengono farmaci e somministrazioni le più diversificate, che si contraddicono tra realtà e realtà. Solo per fare un esempio: l’Ordine dei Medici Lombardo sconsiglia vivamente l’Azitromicina, in Veneto un’USCA prescrive l’Azitromicina

Questo è soltanto un semplice esempio, ma la scompostezza che stiamo registrando è la più totale, su tutti i farmaci, sulle posologie (dosaggi), su modalità e tempi di assunzione.

La situazione italiana è certamente quella più fuori controllo ma anche gli altri Paesi Occidentali hanno le loro contraddizioni. Unico punto, sul quale tutti i Paesi Occidentali concordano, è il seguente: non utilizzare l’idrossiclorochina. I Paesi in via di sviluppo, al contrario, sono tutti concordi nell’usarla, avendone sperimentato l’efficacia.

Come Movimento IppocrateOrg, con la collaborazione di www.Planet360.info, abbiamo cercato di mettere ordine in questa materia, vista la totale latitanza di molti Governi dei Paesi Occidentali.

Vi proponiamo quindi dettagliate linee guida, con specifica di farmaci, posologie e tempistiche, nella speranza che chi ha l’onere di dover produrre delle indicazioni precise per la cittadinanza si decida a farlo oppure lasci il proprio posto a persone più adeguate a gestire questa crisi.

Mauro Rango


Le hanno scoperte sul campo i medici cinesi e italiani, tra febbraio e marzo 2020, e lo hanno verificato i medici di mezzo mondo. Le terapie ci sono e in molte parti del pianeta le stanno applicando con successo. Ad oggi, in Italia queste cure non sono ancora riconosciute da tutti, vittime forse di una incomprensibile “prassi” che sa più di burocratico che di logico e prudente.

Ma il numero dei medici nel mondo che le applicano con successo è crescente, forse perché vedono i risultati, o forse perché si ricordano che il loro primo giuramento, morale e professionale, non è al Servizio Pubblico Nazionale ma nel nome di Ippocrate: la salute e la vita dei pazienti prima di tutto.

Non è il momento delle polemiche. Comprendiamo che le istituzioni sono giuridicamente obbligate a seguire delle prassi che ne rallentano fin troppo le decisioni, cosa che, purtroppo, è INCOMPATIBILE con una pandemia, durante la quale, fatta salva tutta la PRUDENZA del caso, le decisioni vanno prese con la necessaria URGENZA.

La carenza di INFORMAZIONE è fonte di disperazione e rabbia e non può essere disattesa a lungo

Da operatori dell’informazione e in assenza di indicazioni chiare ed univoche da parte delle istituzioni preposte, siamo stati indotti a prendere la decisione di redigere uno strumento di consultazione che abbiamo sperato fino all’ultimo di vedere pubblicato dalle autorità governative e sanitarie ufficiali, tenendo conto anche di quanto sperimentato sul campo e non solo le indicazioni approvate dalle autorità superiori.

Siamo certi che le stesse autorità apprezzeranno i nostri sforzi nell’adozione della massima oggettività SCIENTIFICA nella redazione di quanto consigliato, basata ANCHE sulla fase empirica che, di fatto, la categoria medica di tutto il mondo sta adottando da mesi per far fronte all’ESIGENZA NON RINVIABILE DI SALVARE VITE UMANE e non intrappolarsi in farraginose polemiche che non competono né a chi cura i malati, né a chi ha il dovere di informare i cittadini.

Le cure

Ora possiamo e dobbiamo concentrarci sulle cure. QUELLE CHE HANNO FINORA FUNZIONATO e che sono alla portata di tutti.

Pur apprezzando gli sforzi dell’industria farmaceutica, noi non facciamo gli interessi di nessuno, ci limitiamo a indicare alcuni farmaci specifici solo perché noti e corrispondenti alle molecole necessarie alle cure del caso, ma, correttamente, precisiamo che ve ne sono altri corrispondenti.

Qualunque farmacista è in grado di suggerire quello corrispondente a sua disposizione o a disposizione sul suo mercato nazionale (alcuni farmaci hanno nomi diversi in alcuni Stati o sono prodotti da altre case farmaceutiche).

Vediamo ora di sintetizzare tutto in uno schema che renda facile interpretare i sintomi e cosa fare.

ATTENZIONE: al di là del linguaggio necessariamente medico-scientifico dell’indicazione ufficiale, cercheremo, ove necessario, di aggiungere tra parentesi una versione più divulgativa.

Una regola essenziale da non scordare: MAI senza un medico!

Quando si tratta di cure mediche è bene non illudersi di poter agire da soli, senza le necessarie verifiche mediche, anche se solo a distanza.

Pertanto, si invita a seguire le seguenti indicazioni:

Importante Premessa

TRATTAMENTO DOMICILIARE DI PERSONE CHE HANNO CONTRATTO IL COVID

La guarigione dal Covid è in stretta correlazione alla tempestività e alla qualità delle cure adottate. La persona ammalata di Covid non dovrebbe mai arrivare a trovarsi nelle condizioni di essere ricoverata. Infatti, l’ospedalizzazione è spesso legata ad un ritardo o ad una carenza nel trattamento domiciliare.

 Linee guida da seguire:

  • se possibile, il paziente andrebbe sempre visitato da un medico;
  • prima di prescrivere qualsiasi cura, va raccolta l’anamnesi e vanno valutate tutte le controindicazioni e le interazioni farmacologiche (malattie già esistenti e farmaci in uso). È comunque consigliabile rintracciare gli ultimi esami del sangue eseguiti;
  • il paziente va monitorato in telemedicina o almeno le sue condizioni devono essere descritte da un minimo di due messaggi giornalieri, in cui sono riportati:

√ i parametri respiratori rilevati, se senza saturimetro, con la frequenza respiratoria (preferibile munirsi di un saturimetro reperibile in internet o farmacia e fornire il grado di saturazione),

√ i sintomi (quello che il paziente avverte, ogni disturbo che accusa),

√ e lo stato generale

La scelta dei farmaci, i tempi di somministrazione e i dosaggi sono 3 elementi strettamente connessi e la cui oculata gestione permette quasi sempre di curare con successo, a domicilio, il paziente.

Le linee guida cercano di fare sintesi di quella che è l’esperienza medica a livello mondiale. Se nella vostra zona (stato, regione, provincia) non sono farmaci autorizzati dalle autorità sanitarie nazionali, non potranno essere prescritti.

Nel caso in cui il medico di famiglia non ritenga le indicazioni di seguito esposte utili per la cura della patologia Covid e ritenesse di utilizzare esclusivamente il Paracetamolo (Tachipirina) anche dopo il secondo giorno di febbre e tosse, sono disponibili dei medici ai quali potete rivolgervi per una assistenza più adeguata. Riportiamo le modalità di contatto a fondo pagina.


Centri di assistenza medica COVID a distanza:

 – MOVIMENTO IPPOCRATEORG (www.ippocrateorg.org).

Per l’assistenza, i medici si possono contattare inviando una email all’indirizzo info@ippocrateorg.org

Per essere richiamati da un medico bisogna mettere nell’OGGETTO della email: ASSISTENZA 999

Nel testo bisogna indicare anche il proprio recapito telefonico.

Il servizio è GRATUITO.

IPPOCRATEORG ha anche preso accordi con altri organismi che possono già fin d’ora prestare un servizio di supporto legale per i familiari che non riescano ad avere ascolto da parte dei medici ospedalieri, purtroppo obbligati da protocolli molto rigidi e da leggi che li mettono a rischio se non ottemperano.

Infine, MEDICI che fossero disponibili per prestare servizio presso il CENTRO ASSISTENZA, possono contattare il Movimento IPPOCRATEORG inviando una e-mail a: ippocrate@ippocrateorg.org

Grazie.

Prima possibile, pubblicheremo ulteriori recapiti di associazioni o gruppi di medici o singoli medici se ne verremo a conoscenza e solo se avremo sufficienti garanzie sulla loro competenza (verificata da loro colleghi) in merito al COVID-19.



 Fonte

Caso vaccini AstraZeneca ▷ L'opinione del Prof. Giovanni Di Perri

Cosa è successo davvero con AstraZeneca: le menzogne dei virologi da TV sono uscite allo scoperto


 

Cosa sta realmente accadendo con i vaccini anticovid?
È questa l’ineludibile domanda, che nemmeno più i pretoriani dell’ordine costituito possono aggirare. Alla luce degli ultimi eventi, infatti, sembra che la realtà stessa si sia fatta carico dell’oneroso compito di produrre chiarezza in una situazione intricata per ragioni niente affatto neutre.
Il susseguirsi ininterrotto di casi problematici, con effetti collaterali e in più episodi addirittura con esito tragico ha portato alla decisione presa dall’Aifa: la sospensione dei vaccini di AstraZeneca in tutta Italia.

Da quel che sappiamo, decisioni analoghe sono state prese in altri Paesi dell’Unione Europea, come la Francia e la Germania. Insomma, pare sciogliersi come neve al sole la narrazione egemonica: quella che per settimane andava ripetendo che tutto era sotto controllo e che, necessariamente, ogni problema insorto dopo la vaccinazione era un problema indipendente dalla vaccinazione stessa.
Colpisce di siffatta logica il rovesciamento integrale che essa opera della stessa logica con cui finora l’ordine del discorso ha presentato i decessi temporalmente successivi rispetto alla contrazione del coronavirus: ogni morto con coronavirus è infatti conteggiato come un morto di coronavirus, mentre ogni morto dopo il vaccino viene conteggiato come un morto indipendentemente dal vaccino. Insomma, la logica del “post hoc ergo propter hoc” in un caso è accettata in forma totale, nell’altro caso è in forma totale respinta.

Ragione vorrebbe ovviamente che si valutasse, in un caso come nell’altro, ogni singolo episodio, vagliandolo con attenzione e a distanza di sicurezza da schemi preordinati dogmaticamente. Ora, la decisione dell’Aifa credo sia di una importanza non trascurabile: ci segnala che, in antitesi con il fanciullesco entusiasmo della cricca dei virologi televisivi superstar, qualcosa con le vaccinazioni non sta andando per il verso giusto. Si tratta a ben vedere della più paradossale e istruttiva lezione che dobbiamo fare nostra del dispositivo immunologico: se, di fronte al pericolo di contagio, non ci si immunizza, si mette in pericolo l’equilibrio della vita; ma si va incontro a un analogo destino se ci si immunizza in forma eccessiva, vuoi mediante le pratiche liberticide dei lockdown, vuoi mediante le ossessioni di una vaccinazione di massa per il tramite di vaccini di cui ora perfino l’Aifa sospende l’uso.

Non si tratta naturalmente di essere a priori contro i vaccini, come solo sanno essere sciocche sette di fanatici istintivamente nemici del logos. Si tratta, semmai, di procedere cautamente e con sguardo critico al cospetto di un vaccino che è da poco stato lanciato e che, con tutta evidenza, sta producendo alcuni non trascurabili problemi. Su più fonti, si parla testualmente di trombosi e di problemi di coagulazione. Solo uno sciocco, ad esempio, sarebbe contro l’antitetanica, proprio come solo uno sciocco sarebbe aprioricamente favorevole, senza alcuno spirito critico, a un vaccino lanciato da poco e che sta producendo effetti tali da portare alla sospensione del suo uso ad opera dell’Aifa.
L’assenza di immunizzazione e la iperimmunizzazione sono egualmente pericolose, sia pure in forme diametralmente opposte.

Una politica che fosse degna di questo nome dovrebbe cercare il delicato equilibrio in grazia del quale l’immunizzazione operi con efficacia, proteggendo la vita, senza rovesciarsi in dispositivo dannoso per il corpo che pure dovrebbe proteggere. L’abbiamo ormai ampiamente inteso: le misure emergenziali finiscono, da ormai un anno, per mettere in scena una forma di immunizzazione che finisce per essere totalizzante e, in ultimo, per produrre effetti opposti rispetto a quelli desiderati.

Fonte 


AstraZeneca Pays $198M To Settle Seroquel Lawsuits

                                                            Drug Safety Developments: Seroquel

 Company says it has paid around $198 million to settle U.S. lawsuits that its antipsychotic drug Seroquel causes diabetes in some users.

 

LONDON (AP) -- AstraZeneca PLC says it has paid around $198 million to settle U.S. lawsuits over its antipsychotic drug Seroquel.

AstraZeneca said Monday it has paid out to around 17,500 claimants regarding allegations the drug causes diabetes in some users.

The company says the payouts won't affects its earnings guidance for this year of $6.35-$6.65 per share.

The settlements follow a July order from the U.S. Food and Drug Adminisation that the London-based company stop using a promotional letter for Seroquel XR -- an extended release version of the medicine -- that doesn't carry a diabetes warning.

Seroquel is the company's second biggest seller after its Nexium ulcer drug. It generated sales of $4.9 billion last year, or 15 percent of the company's revenue.

Fonte 

Sorprese dalla banca dati dell’Ema. Effetti collaterali gravi anche con Pfizer e Moderna

                           Oltre 7 mila reazioni avverse gravi al vaccino anti Covid-19 in Italia? No!  Ecco i dati e come vanno letti - Open

 Non solo il vaccino Astrazeneca. Finito nel mirino per sospetti effetti collaterali gravi. E bloccato in via precauzionali da 13 Paesi europei, tra i quali anche l’Italia. Reazioni avverse sospette si registrano anche per Pfizer e Moderna. Gli altri due sieri anti-Covid autorizzati in Europa.Si tratta di casi segnalati alla banca dati dell’Ema dalle autorità nazionali di regolamentazione dei medicinali. E  dalle aziende farmaceutiche autorizzate.

Reazioni avverse anche per Pfizer e Moderna

Per il vaccino Pfizer risultano 102.100 segnalazioni. Quasi il doppio di quelle riscontrate con la somministrazione di Astrazeneca (54.571). Pfizer è stato il primo vaccino anti-covid approvato dall’Ue lo scorso dicembre. E il più somministrato. Per Moderna, invece, si registrano ‘solo’  5995 segnalazioni di reazioni avverse.

Un dato che scende rispettivamente a 17.056, 3.798 e 1.099 se si considerano solo le patologie che hanno portato alla sospensione del farmaco anglo-svedese. Parliamo di problemi cardiaci, vascolari. Incluse trombosi e emorragie coagulopatie.

Il primo vaccino autorizzato in cima alla classifica

 In particolare, dai dati emergono 365 segnalazioni di persone decedute dopo un vaccino Pfizer. Per diverse patologie. Problemi: cardiaci (276 decessi), vascolari (74) e del sangue/sistema linfatico (15). Si tratta dello 0,00086% sul totale delle 42.407.948 dosi di Pfizer distribuite nell’Ue.

Per AstraZeneca, la banca dati fotografa 85 decessi per le stesse patologie. Rispetto a un totale di 14.874.397 dosi distribuite (lo 0,00057%). Nel dettaglio, Astrazeneca ha visto segnalati 63 morti per disturbi cardiaci, 11 per problemi vascolari e altrettanti per patologie ematiche. Nel caso di Moderna il totale dei morti per le tre patologie messe in possibile relazione con la somministrazione del vaccino è di 137 su un totale di 3.600.862 milioni di dosi distribuite: 96 decessi per problemi cardiaci, 32 per effetti collaterali vascolari e 9 per problemi del sangue. La percentuale in quest’ultimo caso è dello 0,0038% sul totale delle dosi messe a disposizione.

Fonte 

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