IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

giovedì 5 novembre 2020

A Taranto la gente muore da anni per vari tipi di tumori e nessuno fa niente, per il COVID si fa il Lockdown?!

 

«A Taranto morti in eccesso per tumore ai polmoni e malattie dell’apparato respiratorio»

 Studio sui territori a rischio inquinamento. Sono stati registrati 173 casi di tumori maligni nel complesso delle età considerate (0-29 anni), dei quali 39 in età pediatrica e 5 nel primo anno di vita

               

Taranto piange un'altra vittima di tumore: è la piccola Marzia di soli 5  anni

È stato pubblicato sulla rivista Epidemiolgia & Prevenzione il V Rapporto Sentieri, studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento, promosso e finanziato dal ministero della Salute. I dati sui ricoveri e sulla mortalità coprono un arco temporale che va dal 2003 al 2016.

TRA I SITI PIÙ A RISCHIO è stata confermata la città di Taranto. Dove hanno trovato conferma i dati dei rapporti realizzati dal 2012 in poi. A Taranto infatti «la mortalità generale e quella relativa ai grandi gruppi è, in entrambi i generi, in eccesso, a eccezione della mortalità per malattie dell’apparato urinario. Nella popolazione residente risulta in eccesso la mortalità per il tumore del polmone, per mesotelioma della pleura e per le malattie dell’apparato respiratorio, in particolare per le malattie respiratorie acute tra gli uomini e quelle croniche tra le donne». Inoltre sono stati registrati 173 casi di tumori maligni nel complesso delle età considerate (0-29 anni), dei quali 39 in età pediatrica e 5 nel primo anno di vita. In età pediatrica si osserva un numero di casi di tumori del sistema linfoemopoietico totale in eccesso rispetto all’atteso, al quale contribuisce sostanzialmente un eccesso del 90% nel rischio di linfomi, in particolare linfomi non Hodgkin.

Per quanto riguarda i dati sull’ospedalizzazione, in entrambi i generi si osservano «eccessi per tutti i grandi gruppi di malattia, a eccezione delle malattie degli apparati respiratorio e urinario. I ricoveri per tumore del polmone e mesotelioma e per malattie respiratorie croniche, a priori associati alle esposizioni industriali del sito, sono in eccesso in entrambi i generi».

Mentre per quanto attiene all’incidenza oncologica, tra le cause per le quali vi è a priori un’evidenza Sufficiente o Limitata di associazione con le fonti di esposizioni ambientali nel sito risultano in eccesso, nel periodo considerato, il tumore del polmone nelle donne e il mesotelioma pleurico in entrambi i generi.

UN ECCESSO DI MALFORMAZIONI congenite è stato osservato nel 50% dei 15 Siti studiati tra il 2002-2015: Gela, Laghi di Mantova, Livorno, Manfredonia, Milazzo, Piombino e sempre a Taranto, caratterizzati dalla presenza di attività industriali complesse. «Si tratta – ha spiegato l’Istituto Superiore della Sanità – di patologie molto rare che possono derivare da più cause. Ad esempio a Taranto le malformazioni in eccesso sono 3-4 casi ogni anno e si tratta di anomalie a carico del sistema nervoso e degli arti». Lo studio ha evidenziato per la popolazione residente di Taranto (uomini e donne) un aumento anche del rischio di decesso per le patologie considerate a priori come associate all’esposizione industriale specifica del sito in particolare per il tumore del polmone, mesotelioma e per le malattie dell’apparato respiratorio, in particolare per le malattie respiratorie acute tra gli uomini e quelle croniche tra le donne.

IN RELAZIONE AL TUMORE del polmone e di mesotelioma anche lo studio dell’incidenza conferma l’eccesso osservato nello studio della mortalità ed evidenzia, inoltre, aumenti di incidenza per numerose sedi tumorali (uomini e donne). Nello studio sono stati presi in considerazione 45 Siti di interesse per le bonifiche, di cui 38 classificati come Siti di Interesse Nazionale (Sin), 7 riclassificati come di Interesse Regionale (Sir). In 45 Siti esaminati sono state studiate la mortalità e l’ospedalizzazione, in 22 coperti da Registri Tumori di popolazione è stata studiata l’incidenza oncologica nella popolazione generale, in 28 coperti da Registri Tumori di popolazione e Registri Tumori infantili è stata studiata l’incidenza oncologica nelle sottopopolazioni pediatrica-adolescenziale e giovanile, in 15 coperti da e Registri delle Malformazioni sono state indagate le malformazioni congenite.

NEI 45 SITI, in 8 anni (2006-2013), sono state rilevate complessivamente per gli uomini 5.267 morti in eccesso rispetto all’atteso per tutte le cause (+4%) e 3.375 morti in eccesso per tutti i tumori maligni (+3%): mentre per le donne 6.725 morti in eccesso per tutte le cause (+5%) e 1.910 morti in eccesso per tutti i tumori maligni (+2%).

Gianmario Leone 

Fonte 

sabato 31 ottobre 2020

TG BYOBLU24 | 30 ottobre 2020 | EDIZIONE 19.00

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Viganò smaschera il piano dei poteri forti: «Serve tutto per il grande Reset»

 viganò grande Reset

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un’importantissima lettera sul Grande Reset di S.E. Mons. Carlo Maria Viganò Arcivescovo Titolare di Ulpiana (Kosovo), già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America.

La lettera aperta è rivolta al presidente degli Stati Uniti Donald Trump ma contiene informazioni fondamentali che tutti dovrebbero aver modo di valutare.

L’autorevolezza e l’esperienza dell’autore ci impongono una seria riflessione. Viganò è stato Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa (1989), Nunzio Apostolico in Nigeria (1992), delegato per le Rappresentanze pontificie nella Segreteria di Stato della Santa Sede (1998), segretario del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano (2009).

Due Presidenti della Repubblica lo hanno nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Tuttavia siamo certi che dopo questa lettera sarà accusato dai soliti giornalisti di essere un “negazionista complottista”. Il pudore è una qualità estranea a certi personaggi.

Viganò si rivolge a Trump «in quest’ora in cui le sorti del mondo intero sono minacciate da una cospirazione globale, nel silenzio delle autorità civili e religiose».

Secondo l’Arcivescovo i popoli sono stati abbandonati dai loro capi temporali e spirituali. I capi delle Nazioni e i leader religiosi starebbero assecondando «un’emergenza sanitaria che sempre più si rivela come strumentale all’instaurazione di una disumana tirannide senza volto».

«Un piano globale, denominato Great Reset, è in via di realizzazione. Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare drasticamente le libertà delle persone e dei popoli».

Viganò su Grande Reset e Covid-21

Dietro al Grande Reset ci sarebbero «personaggi senza scrupoli che finanziano il World Economic Forum e l’Event 201».Il fine da raggiungere sarebbe una «dittatura sanitaria finalizzata all’imposizione di misure liberticide, nascoste dietro allettanti promesse di assicurare un reddito universale e di cancellare il debito dei singoli».

«Prezzo di queste concessioni del Fondo Monetario Internazionale dovrebbe essere la rinuncia alla proprietà privata e l’adesione ad un programma di vaccinazione Covid-19 e Covid-21 promosso da Bill Gates con la collaborazione dei principali gruppi farmaceutici».

Viganò sostiene che, oltre alle vaccinazioni, renderanno obbligatorio un passaporto sanitario digitale che in effetti stanno già testando. Questo, secondo l’Arcivescovo, permetterà il tracciamento dei contatti di tutta la popolazione mondiale.

E se qualcuno non fosse d’accordo? «Chi non accetterà di sottoporsi a queste misure verrà confinato in campi di detenzione o agli arresti domiciliari, e gli verranno confiscati tutti i beni».

Per il Monsignore si tratta di notizie risapute, che Trump dovrebbe già conoscere. «Signor Presidente, immagino che questa notizia Le sia già nota: in alcuni Paesi, il Great Reset dovrebbe essere attivato tra la fine di quest’anno e il primo trimestre del 2021».

La strategia sarebbe semplice e lineare. Verrà seminato il panico a causa di una seconda e di una terza ondata. Tale panico farà accettare ai popoli nuovi lockdown. I confinamenti produrranno una crisi economica mondiale. Il Grande Reset sarà il modo per uscire dalla crisi.

Ma Viganò non perde la speranza. «La reazione del deep state a chi denuncia il suo piano è scomposta e incoerente, ma comprensibile. Proprio quando la complicità dei media mainstream era riuscita a rendere quasi indolore e inosservato il passaggio al Nuovo Ordine Mondiale, vengono alla luce inganni, scandali e crimini».

Un piano destinato a fallire

L’Arcivescovo sintetizza con lucida semplicità la follia che stiamo vivendo. «Nessuno, fino allo scorso febbraio, avrebbe mai pensato che si sarebbe giunti, in tutte le nostre città, ad arrestare i cittadini per il solo fatto di voler camminare per strada, di respirare, di voler tenere aperto il proprio negozio, di andare a Messa la domenica. Eppure avviene in tutto il mondo»

«E mentre i politici se ne stanno asserragliati nei loro palazzi a promulgare decreti come dei satrapi persiani, le attività falliscono, chiudono i negozi, si impedisce alla popolazione di vivere, di muoversi, di lavorare, di pregare. Le disastrose conseguenze psicologiche di questa operazione si stanno già vedendo, ad iniziare dai suicidi di imprenditori disperati, e dai nostri figli, segregati dagli amici e dai compagni per seguire le lezioni davanti a un computer».

Viganò accusa anche Papa Francesco, complice della deep church. Anche i vertici della Chiesa Cattolica starebbero assecondando i poteri che vogliono imporre una dittatura mondiale a colpi di lockdown. Ma non tutto è perduto.

«L’avversario non sa amare, e non comprende che non basta assicurare un reddito universale o cancellare i mutui per soggiogare le masse e convincerle a farsi marchiare come capi di bestiame. Questo Great Reset è destinato a fallire perché chi lo ha pianificato non capisce che ci sono persone ancora disposte a scendere nelle strade per difendere i propri diritti, per proteggere i propri cari, per dare un futuro ai propri figli».

Siamo convinti, con Viganò, che «l’inumanità livellatrice del progetto mondialista si infrangerà miseramente dinanzi all’opposizione ferma e coraggiosa» dei popoli. Lettera integrale sul sito Accademia Nuova Italia – Foto: YouTube

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