IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

venerdì 24 aprile 2015

Expo, Sala: terminati 30 padiglioni su 54

Il commissario Unico di Expo: ma sono convinto che per il debutto sarà tutto pronto

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A Expo il Padiglione Italia non solo «non è finito, ma anzi, è tra quelli più indietro: finora sono stati finiti 30 padiglioni su 54. Ma alla fine sono convinto che sarà tutto pronto»: lo ha detto il commissario Unico di Expo, Giuseppe Sala, intervistato dal GR3 di Radio Rai, che non ha nascosto critiche sul sistema dei lavori pubblici in Italia.

«Ci confrontiamo con una difficoltà nel gestire i lavori pubblici in Italia che deriva veramente da un eccesso di regole di burocrazia - ha dichiarato -. Non è che l’eccesso di regole poi vieta che succedano fatti illeciti. Per cui io penso che vada molto ripensato il sistema con cui si gestiscono i lavori pubblici in Italia.»

Sala ha precisato che prima della apertura sarà raggiunta la quota di 10 milioni di biglietti venduti. «Puntiamo a venderne 24 milioni, cioè 20 milioni di visitatori e 24 milioni di biglietti perché ci saranno visite ripetute. Conto di annunciare di averne venduti 10 milioni prima dell’apertura. Stiamo preparando un Expo sicuro e che sia veramente a misura di famiglia».

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Expo, sicurezza sul lavoro: “L’urgenza spiana la strada a molte irregolarità”

 Lo racconta Antonio Lareno, responsabile Cgil per Expo. Capitolo infortuni: “I controlli eseguiti dai sindacati e soprattutto dall’Asl hanno sinora consentito di evitare incidenti particolarmente gravi”. Oltre al cantiere Expo ci sono tante opere di viabilità. Nel cantiere della Teem Klodian Elezi, il giovane operaio di origine albanese è morto sabato scorso. Dietro il suo volo di cinque metri c’è il mancato rispetto delle norme di sicurezza.

 



 

  I lavori del padiglione Expo della Cina hanno addirittura rischiato lo stop. “Nei giorni scorsi sono state rilevate una serie di irregolarità piccole, ma diffuse. Troppo diffuse per non costituire un pericolo rilevante per la sicurezza dei lavoratori”. Lo racconta Antonio Lareno, responsabile Cgil per Expo. “Poi tutto si è risolto e le attività non sono state bloccate. Ma i rischi sono sempre dietro l’angolo, soprattutto nella situazione di urgenza dovuta alla necessità di rimediare il più possibile ai ritardi accumulati. La nostra preoccupazione è elevatissima, gli operai sono in una situazione di continua tensione e stress lavorativo”. A due settimane dall’inaugurazione del primo maggio, nel sito a cavallo tra Milano e Rho si va avanti a ciclo continuo: “Nel cantiere ci sono più di 6mila persone, di oltre 200 aziende diverse”.

Le cose, va detto, sono andate per il momento meglio del previsto. “I controlli eseguiti dai sindacati e soprattutto dall’Asl hanno sinora consentito di evitare incidenti particolarmente gravi”. Nel 2011 l’Inail aveva fatto una stima in base alle statistiche degli infortuni nei cantieri: in assenza di un progetto adeguato di prevenzione, le opere legate all’esposizione avrebbero potuto portare a più di 40 incidenti mortali. Le precauzioni prese sono servite: “Nel sito espositivo per quanto riguarda gli infortuni siamo sotto la media della provincia di Milano e sotto la media dei cantieri a sorveglianza speciale come il Tav – dice Lareno -. L’infortunio più grave sinora è stato quello subito da un cuoco nella mensa del campo base, mentre macinava della carne. Per ora non c’è stato nessun incidente mortale”.

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Diversa invece la sorte di Klodian Elezi, il giovane operaio di origine albanese morto sabato scorso nel cantiere della Teem, la Tangenziale est esterna di Milano, una delle grandi opere inserite nel dossier di candidatura per Expo. Dietro il suo volo di cinque metri c’è il mancato rispetto delle norme di sicurezza. Klodian, 21 anni, stava lavorando su un’impalcatura alla realizzazione del casello di Pessano con Bornago, quando ha perso l’equilibrio ed è caduto. “Non indossava alcuna imbracatura e mancavano misure di protezione”, spiega Lareno, che parla di “gravi responsabilità” del vincitore dell’appalto, il consorzio Norte, e della ditta che aveva in subappalto i lavori, la Iron Master di Bergamo.
“Dai nostri riscontri risulta che Klodian fosse inquadrato come operaio di primo livello. Non avrebbe quindi potuto fare lavorazioni di quel tipo in quota”. In ogni caso, secondo quanto riferiscono investigatori e sindacati, non sembra che l’incidente sia legato alle condizioni di urgenza con cui si lavora in altre parti della Teem e anche in altri punti della città. Prima dell’inaugurazione, infatti, non c’è solo il sito espositivo da fare trovare pronto: nei prossimi giorni verrà aperto un tratto della Zara-Expo, oltre alla viabilità di Cascina Merlata, dove alloggerà il personale addetto alla manifestazione, ci sarà il varo di cinque fermate della linea 5 del metrò e della Darsena appena rinnovata. “Meglio aprire un giorno dopo, ma con un infortunio in meno”, commenta Lareno.

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Forza schiavi che tra qualche giorno dobbiamo aprire!

Le attività sono frenetiche. Gli intoppi saltano fuori da un momento all’altro. Tra le cose a cui si lavora nel sito espositivo c’è la realizzazione di un eliporto, ma nei gironi scorsi, all’improvviso, ci si è accorti che un eliporto rende necessario montare le luci a intermittenza in cima alle strutture più alte, come l’Albero della vita e Palazzo Italia, per renderle più visibili a chi è in volo. Una cosa che prima non era stata presa in considerazione da nessuno. E allora tutti in fretta a cercare un rimedio. A volte gli intoppi assumono connotazioni bizzarre. Ma a volte possono mettere a repentaglio la sicurezza dei lavoratori. Ora è questa la preoccupazione principale dei sindacati, ma dal primo maggio in poi la questione sarà un’altra: “Si aprirà un grosso problema per quanto riguarda la legalità nei rapporti di lavoro – sostiene Lareno -. Il rischio è quello che si abbia un Far West, perché non è stato fatto nessun accordo con i Paesi partecipanti e con i vincitori dei maggiori appalti, come quello per la pulizia”. Dopo la firma di una serie di intese che secondo il sindacalista hanno garantito il rispetto delle norme sui contratti nel cantiere, l’approccio di Expo è cambiato per la fase successiva: “La società di gestione ha tirato i remi in barca”.


Fonte

 

 

 

Matteo Renzi: “dal prossimo anno per chi crede alle Scie Chimiche ci sarà il manicomio”

Matteo Renzi è passato dalle parole ai fatti. Il Presidente del Consiglio vuole inserire l'”ossessione” da scie chimiche tra le malattie mentali. Renzi, il 10 dicembre del 2013, dichiarava alla Rai che chi avesse creduto all’esistenza delle scie chimiche sarebbe dovuto andare in Trattamento Sanitario Obbligatorio ( TSO ). 

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In questi giorni un documento ufficiale, “intercettato” e fotografato da un parlamentare che vuole rimanere anonimo, sembrerebbe ufficializzare la notizia: esiste una proposta di legge del PD per riaprire i manicomi per chi la pensa diversamente dalla massa. Siamo alla follia più assoluta, probabilmente i manicomi servirebbero a persone che hanno il coraggio di pensare ad una cosa del genere. Italiani, stiamo affondando!

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Renzi e le dichiarazioni sulle scie chimiche

Matteo Renzi il 10 dicembre del 2013, in un’intervista concessa alla trasmissione della Rai “Ballarò”, parlò di scie chimiche e di TSO. Renzi disse in poche parole che chi avesse creduto nelle scie chimiche sarebbe dovuto andare immediatamente in Trattamento Sanitario Obbligatorio ( TSO ). Le sue dichiarazioni fecero scalpore, ma come spesso accade in questi casi sembravano “parole al vento”.
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Purtroppo la follia di quest’uomo si è palesata in una proposta di legge scioccante.  La Legge Basaglia ha causato la chiusura dei manicomi in Italia nel 1978, ma il governo Renzi ha “felicemente” ed “intelligentemente” pensato di riformare la legge. Chiaramente è sotto gli occhi di tutti che si tratta di una rettifica per mettere il “bastone tra le ruote” a chi diffonde la verità, con l’intenzione di Renzi di farlo passare per folle. Chi è il vero folle in tutta questa situazione?

Renzi e la riforma shock

P.B., un parlamentare che vuole rimanere anonimo, ha scattato una foto con il suo cellulare di una proposta di legge del PD per riaprire i manicomi. L’intenzione di Renzi è quella di far passare come malato mentale chi crede nelle scie chimiche. Vi mostriamo il contenuto della Commissione della Salute:
È fatta eccezione alla chiusura degli istituti di cura mentale per le seguenti patologie:
  • Parassitosi allucinatorie ( morbo di Morgellons ) 
  • Disturbi ossessivo compulsivi causati da fenomeni non riconosciuti dalla comunità scientifica
  • Disturbi psicosomatici causati dalla convinzione nell’esistenza di esseri viventi soprannaturali o alieni

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Dunque ricapitolando secondo Renzi:
  • Se avete il morbo di Morgellons non andate assolutamente dal medico per curarvi, altrimenti verrete rinchiusi in un manicomio.
  • Se credi nelle scie chimiche, nei chip sottocutanei, nei cerchi nel grano e nell’omeopatia sarai portato via con una camicia di forza
  • Se credete fermamente nell’esistenza degli alieni, degli UFO, delle sirene, delle fatine o degli gnomi verrete trasportati immediatamente in Trattamento Sanitario Obbligatorio.  Il termine esseri viventi ci induce invece a pensare che credere in Gesù o altre figure religiose non includa l’infermità mentale, salvando i preti e la Chiesa liberi di intascare l’8 per mille dalle nostre tasse.
NO Chemtrails
Caro Renzi, la vedi la differenza?

La legge al momento è solo una proposta, ma già il fatto che ci sia ci fa riflettere, se ancora ce ne fosse bisogno, sull’operato del governo Renzi. Siete consapevoli che se questa legge venisse approvata gli italiani finirebbero di essere informati correttamente? I siti che raccontano la verità su Scie Chimiche, UFO, Alieni e altri argomenti del Mistero, verrebbero oscurati e probabilmente il sottoscritto, per primo verrei rinchiuso in un manicomio! Eh caro Renzi, tu si che sai cosa significa il termine manicomio! 

Stefano S.

Fonte 

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Commento di Oliviero Mannucci: Intanto vorrei ricordare a Renzi il nostro articolo 21 della costituzione. Eppoi vorrei dire una cosa, caro Renzi ( si fa per dire)... Se si facesse una legge del genere, mi dovrebbe spiegare perchè si debba continuare a insegnare ai bambini all'esistenza di Babbo Natale e la Befana, che sono assai meno reali di gnomi, fate, scie chimiche e quanto altro. Inoltre vorrei ricordare al caro Renzi ( si fa sempre per dire ), che allora bisognerebbe fare anche una legge che punisse chi fa promesse elettorali che non vengono mantenute o che addirittura vanno poi nella direzione opposta, non con il TSO, ma direttamente con la deportazione in Siberia ai lavori forzati. Eppoi vorrei dire un'altra cosa al caro Renzi ( si fa sempre per dire), la "scienza", come è ampliamente dimostrato, non è la Verità Assoluta, in nome di essa sono stati perpetrate atrocità assai poco razionali, perchè inducono spesso a credere in cose che poi spesso vengono regolarmente smentite da nuove scoperte, che poi sono spesso smentite da altre scoperte, e via dicendo. Inoltre inserirei nella legge, un articolo, che punisse chi è schiavo del delirio di onnipotenza. E allora si che ci sarebbe da ridere, visto la classe politica abietta che abbiamo in Italia, una delle più ladre e corrotte del mondo. Altro che scie chimiche, gnomi, fate e folletti! Caro Renzi si dia una regolata una volta per tutte, faccia il suo dovere a rimettere in piedi l'Italia ( se ne è capace, ma ho seri dubbi ), le sue promesse fino ad ora, sono state assai più evanescenti dell'aria fritta e quindi assai punibili, e non solo non hanno prodotto nulla di buono, ma hanno cancellato tanti diritti acquisiti in anni di lotte sindacali. Altrimenti un alternativa c'è, si autorottami levandosi dalle scatole e vada a lavorare veramente, senza fare impicci come suo padre, e ridia la sovranità dell'Italia a chi vive la vita reale, non quella che vivete voi politici da 20000 euro al mese & benefit annessi, che non sanno neanche quanto costa un chilo di pane o un litro di latte. Altro che scie chimiche, gnomi e folletti, quelli da TSO siete proprio voi politici, che non avete il minimo sentore di cosa sia la realtà e illudete gli altri con cose che non potrete mai mantenere!  Se le ricordi bene queste parole!!!!!!

giovedì 16 aprile 2015

Klodian Elezi, morto di Expo nei cantieri che lavorano 24h ma nessun giornale ne parla!

tratto da polveredasparo

Solo sul giornale Brescia Today son riuscita a trovare il nome di quest’uomo. Che poi uomo, quale uomo, aveva 21 anni, un ragazzetto.
Nessuno lo nomina probabilmente perché albanese. Però l’11 aprile ha fatto un volo di 5 metri, all’interno del cantiere della Teem, sbattendo la testa e morendo sul colpo, da un ponteggio dove lavorava senza alcuna imbracatura.

Klodian Elezi, questo era il nome di questo giovane ragazzo da anni residente con tutta la famiglia nel bresciano, che è morto per garantire l’inaugurazione di una galleria nei pressi del futuro casello di Pessano con Bornago, che va inaugurata per l’Expo, perché sarà la prossima futura tangenziale esterna milanese.

Un morto di Expo, volato giù come una mela senza diritto nemmeno ad avere un nome a quanto pare, impiegato in un cantiere ora posto sotto sequestro e da cui son subito sbucate molte irregolarità, tra cui in primis l’assenza dell’imbracatura di sicurezza, che avrebbe permesso a Klodian di assaporare questa primavera e tante altre.
 http://www.senzasoste.it/lavoro-capitale/klodian-elezi-morto-di-expo

Commento di Oliviero Mannucci: Perchè la Guardia di Finanza non fa una bella visita ai cantieri dell'Expò? Scoprirebbe cose molto interessanti. Tante, ma tante persone, spesso precari, che stanno lavorando spesso senza le giuste tutele e che molto probabilmente non saranno nenanche pagate! Expò?! Altro che fiore all'occhiello dell'Italia!

martedì 14 aprile 2015

Allarme sanitario Italia: la Sindrome di Stoccolma ha contagiato l'intero paese!

Secondo recenti studi dell’ OMS (Organizzazione Militanti Sovversivi) una strana epidemia si sta diffondendo a macchia d’ olio su tutto il territorio nazionale, e credo ti convenga leggere attentamente questo testo, perchè molto probabilmente 
 
http://m.c.lnkd.licdn.com/mpr/mpr/AAEAAQAAAAAAAAMEAAAAJDY3YjRmOTY5LTg5YjQtNDIzOS1iNDQ4LTg0Njc4N2FjNjcyMw.jpg
Tipico esemplare d'italiano medio
 
 
SEI GIA’ STATO CONTAGIATO PURE TU! Per chi come me è del tutto ignorante in materia medica, la Sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica nella quale una persona vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi (talvolta giungendo all’innamoramento) nei confronti del proprio sequestratore. E per quanto possa sembrare incredibile questa patologia è stata riscontrata in intere masse di individui che collettivamente manifestano simili sintomi. In tutto il Mondo infatti sono state messe in atto complesse pratiche sociali ed economiche tali da non consentire ad alcun individuo di poter guadagnare da vivere senza partecipare a processi di alienazione all’ interno di fabbriche nauseabonde o dentro uffici grandi come scatole dei fiammiferi, spesso in condizioni di sicurezza non idonee, causando più di una morte. Quello che pare insomma come l’ unico mezzo di sostentamento è a tutti gli effetti una morte a piccole dosi, e nonostante l’ innaturelezza della situazione la maggior parte degli individui continua a considerare tutto ciò come lo stato normale delle cose, come se in realtà tutto ciò non fosse l’ effetto di un processo artificiale costruito in lunghi tempi, determinando quello che possiamo considerare il più grande sequestro di massa della Storia dell’ Uomo. Per di più, agli occhi dei giovani laureati o dei nuovi sequestrati il mondo lavorativo è quello che può offrire una vera emancipazione, è quello (e il solo) all’ interno del quale un Uomo può diventare un individuo di significato, accettando così come assodato quell’ assioma campeggiante l’ ingresso di uno dei luoghi peggiori del Mondo di sempre.

“Arbeit Macht Frei”. 

Che il lavoro renda liberi ormai lo credono tutti, tanto che quando troviamo qualcuno disposto a rubarci i nostri giorni in cambio di pezzi di carta lo ringraziamo e lo veneriamo, mostrando così i sintomi veri e propri della Sindrome. La situazione sta però ultimamente degenerando. In Europa per esempio pare che interi Paesi siano stati presi in ostaggio da emissari di un noto gruppo terroristico, la cosiddetta Banda Canaglie Erudite, meglio conosciuta come BCE. I terroristi hanno inizialmente derubato e saccheggiato i cittadini di ogni avere, sottraendogli ogni tipo di bene e servizio, dopodichè hanno inviato esponenti per compiere un vero e proprio sequestro di massa, durante il quale le vittime continueranno a subire maltrattamenti di vario tipo e a perdere ulteriormente i loro averi. Tuttavia, inspiegabilmente questo atto di inaudita violenza è stato acclamato dalla moltitudine come una vera e propria salvezza, tanto da arrivare all’ estremo sintomo della Sindrome considerando il loro sequestratore come un liberatore. Altri invece giustificano l’ accaduto definendolo un normale e legittimo sequestro tecnico. Insomma, un vero caso di demenza collettiva! Per quanto riguarda la cura, medici autorevoli quali Noam Chomsky, Slavoj Zizek e David Graeber hanno messo in luce come molti miglioramenti possano avvenire tramite la terapia di gruppo. E’ stato riscontrato infatti che grazie all’ organizzazione di movimenti, eventi largamente partecipati e con l’ aiuto del confronto reciproco la moltitudine può riuscire a realizzare un percorso di emancipazione e di maturazione nel quale grazie ad una presa di coscienza maggiore risulta poi in grado di riconoscere la drammatica situazione di sequestro nella quale sta vivendo. Altri esperti suggeriscono l’ assunzione di medicinali, quali Senso Critico Spray o Informazione Libera in pillole; tuttavia tali prodotti non vengono distribuiti nelle normali farmacie, in quanto un uso massivo potrebbe spingere il paziente in atti di boicottaggio che danneggerebbero tutte le multinazionali, incluse quelle farmaceutiche. Utili farmaci di origine erboristica si possono comunque trovare occasionalmente nelle piazze delle città, all’ interno delle Università o in qualche centro sociale, dove appunto vengono fornite indicazioni utili per reagire insieme a questo disturbo psicollettivo. E’ dunque necessario che ognuno inizi sin da oggi ad auto-diagnosticarsi tale disturbo, la cui cura può avvenire senza l’ intervento di alcun guru o psichiatra. Si avvisa però il gentile paziente che i metodi curativi qui descritti possono provocare inaspettati stati di consapevolezza, che di effetti collaterali ne ha tanti assai.