IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

domenica 16 dicembre 2012

I piani segreti del Bilderberg e Mario Draghi per l’Italia del futuro


Mario Draghi

“Italia: diretta da un primo ministro non eletto, devastata da una crisi economica, una disoccupazione endemica ed un aumento dei suicidi, è entrata nella spirale della morte”. Comincia cosí questo speciale di approfondimento sulla situazione politico-economica e sociale del nostro Paese, presentata da Daniel Estulin nel suo programma “Desde la sombra” (di cui ve ne consiglio vivamente la visione – link a fondo articolo, ndr).
Venticinque minuti in cui la situazione italiana è spiegata meglio di qualsiasi altro editoriale, programma, giornale o salotto televisivo nostrano, dove non si fa altro che addormentare lo spettatore, con una saga infinita di luoghi comuni e giri di parole, espressione di una volontà d’esprimersi repressa dalla censura dei contenuti e dalla continua ricerca di una  forma che non infastidisca uno o l’altro politico di turno. Pura ipocrisia, paura ed omertà.
In quest’epoca in cui tornano in auge Berlusconi, le sue puttane e le sue puttanate e tutti si lamentano di Monti e di quello che ha fatto al povero Belpaese, trovate per favore venti minuti per seguire questo programma e scoprirete, se già non lo immaginate, quale sarà il futuro della nostra cara vecchia penisola.
Ci sono tre punti fondamentali che vengono argomentati da Estulin e dall’invitato al programma, l’economista dell’Istituto Schiller, Claudio Celani:
  • Mario Monti è stato eletto per sopprimere la democrazia parlamentare in Italia. Monti è una marionetta dell’oligarchia finanziaria internazionale, il cui obiettivo è creare un governo mondiale con il profilo di un’impresa finanziaria, quella che Daniel chiama “Impresa Mondiale Spa”. Il modo in cui Monti è arrivato al potere in Italia è stato il colpo di Stato, lo sappiamo bene tutti (spero, ndr), un colpo di stato silenzioso, senza alzate di voce alla
  • monti 
  •  vecchia maniera ma mascherato da un concetto di necessità di un governo tecnico a cui l’Italia doveva assolutamente ricorrere (senza interpellare i cittadini, ovviamenete, ma solo rassicurandoli a colpo avvenuto, dicendo “è per il nostro bene”, ndr) per ristabilire l’equilibrio politico-economico in seno ad una crisi economica globale. Insomma, una presa per il culo nei confronti di tutto il popolo italiano, che, senza più diritto a votare e dopo aver vissuto (forse neanche tutti consciamente, ndr) e capito com’è facile calpestare il concetto di democrazia anche in un Paese “Grande” come l’Italia, è arrivato a sperare che il nonnetto Mario, dalla faccia di persona affabile ed affidabile, potesse fare qualcosa di meglio di Berlusconi.
  • Mario Monti (leggete Mario Monti, leggete Berlusconi, leggete quello che volete ma abbiate chiaro che il Primo Ministro Italiano di oggi non ha nessun potere decisionale perché è solo il semplice attuatore delle decisioni prese dai magnati della finanza mondiale, ndr) è soggetto alle decisioni di Mario Draghi, che riveste un ruolo ben più importante per l’Italia. Draghi conosce bene il concetto di Impresa Mondiale Spa e sta facendo di tutto affinchè i 
  • buenobuonogood 
  •  piani dell’oligarchia finanziaria si realizzino. Mario Draghi ha definito i piani di sviluppo della transizione al nuovo governo mondiale con i magnati delle grandi banche della Gran Bretagna, durante una riunione a bordo dello yacht reale inglese “Britannia”, il 2 giugno 1992: durante questa riunione si discusse su come creare un mercato finanziario in Italia mediante la privatizzazione dell’industria italiana. Nel corso del programma di Estulin si ribadisce come a Draghi non importi poi più di tanto della situazione interna italiana, perchè le priorità di una nazione sono scese in secondo piano rispetto all’evoluzione del piano strategico della creazione di un unico governo di controllo finanziario mondiale. Dal 1992, quindi, è cominciato un cammino che ci ha portati alla situazione drammatica che viviamo oggi, quando ci ritroviamo ad accettare un colpo di stato perché ci hanno detto che non è un colpo di stato, quando facciamo quello che ci dicono e quando siamo contenti se abbiamo qualche soldo in più o disperati se non ce l’abbiamo, quando pensiamo alla Germania ed agli Stati Uniti come potenze di riferimento o guardiamo la Gracia o la Spagna, per tirarci sù di morale, senza capire che l’Italia è nella stessa situazione, nelle mani degli stessi criminali in giacca e cravatta che stanno applicando politiche d’austerità criminale. Queste sono persone a cui, in fin dei conti, non gliene importa poi molto dell’Italia, “trattiamo con un’elité i cui membri non si considerano italiani, pensano di avere un’identità che nei tempi antichi si sarebbe chiamata cosmopolita, non sentono la minima identificazione con la cultura italiana, odiano il popolo italiano e preferiscono parlare in inglese piuttosto che italiano”.
  • altiero_spinelli[1]Mario Monti, Mario Draghi e tutta la compagnia dell’oligarchia finanziaria europea è ossessionata con il modello utopico pubblicato dal 1944 dal gruppo che circondava Altiero Spinelli, il fondatore del Movimento Federalista Europeo. Secondo Spinelli, come scrive nel suo Manifesto, le Nazioni-Stato provocano guerre in maniera intrinseca e per questo motivo, per mantenere la pace, bisognerebbe distruggere le Nazioni-Stato e costruire degli Stati Uniti d’Europa. Questa è l’ideologia che sta alla base delle decisioni prese oggigiorno nei piani alti dell’Unione Europea: un unico Stato Europeo con un governo oligarchico privato. 
  • L’Italia è un Paese forte. Abbiamo un’industria di prima linea a livello mondiale (siamo anche tra i migliori produttri d’armi del mondo, settore che da sempre fa guadagnare bene, ndr) ma i capoccia della finanza internazionale vogliono che l’Italia rinunci un poco alla volta al 50% della sua produzione, in nome della globalizzazione, per agevolare la transizione al nuovo assetto geopolitico mondiale. “Questo significherebbe il completo collasso sia economico che sociale del Paese” . Estulin e Celani parlano chiaro: se l’Italia uscisse dall’euro, se solo ne avesse almeno l’intenzione, potrebbe risorgere e farsi addirittura portavoce, grazie alla sua eccellenza in ambito indutriale e manufatturiero, di una nuova ripresa e sviluppo del mercato dell’intero bacino Mediterraneo, dagli Stati del sud d’Europa al Nordafrica. Ma questo non accadrà fintantoché chi decide le sorti dell’Italia,  non gliene importa poi un granché del bene dell’Italia perché è più attento a soddisfare i bisogni di un progetto finanziario mondiale globale. E se noi siamo d’accordo o no con questo progetto, non importa: zitti, lavorare, divertirsi e se vi lamentate, manganellate.
A conclusione del programma Estulin avverte che il futuro dell’Italia è nero. Siamo i figli di una nazione forte e per tanto protetta ma allo stesso tempo tradita dagli stessi governanti, interessati di pìù a quello che si ostinano a chiamare un bene maggiore ma che non è nient’altro che la realizzazione degli interessi privati di un’oligarchgia finanziaria a cui non importa un bel niente dei diritti dell’uomo e dei popoli e che stanno portando avanti, sulla nostra pelle, una politica egemonica mondiale, “per creare un governo mondiale, come un Impero, con la differenza che non avrà l’aspetto degli antichi imperi, non ci sarà una nazione dominante come per esempio nell’Impero Britannico ma ci sarà un Impero dominato e governato dagli interessi finanziari privati. L’obiettivo ultimo è controllare le risorse naturali del pianeta ed uccidere gran parte della popolazione mondiale, per poter mantenere il dominio ed il controllo di tali risorse”.
Matteo Vitiello
[Un grazie speciale a Daniel Estulin]
[nella foto: 1) Lord Jacob Rothschild 2) Nathaniel Rothschild 3) Baron John Rothschild, 4) Sir Evelyn Rothschild 5) David Rockefeller 6) Nathan Warburg 7) Henry Kissinger 8) George Soros 9) Paul Volcker 10) Larry Summers 11) Lloyd Blankfein 12) Ben Shalom Bernanke]



banche


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 Fonte:  http://buenobuonogood.wordpress.com

venerdì 14 dicembre 2012

Scandalo rimborsi in Lombardia Tra gli indagati la Minetti e il Trota

Mentre gli italiani dovranno usare le tredicesime per pagare l'IMU in Lombardia oltre quaranta politici nel mirino della magistratura. L’accusa è di peculato. Camuffate tra le spese si nascondevano pranzi, cene, sigarette e munizioni per fucili. Alla consigliera contestato l’acquisto del libro “Mignottocracy”, a Bossi Jr videogiochi e maxi scorte di Red Bull.



Paolo colonnello
 
MILANO 
 
http://4.bp.blogspot.com/-aZLHxfpbbjA/UF3oubqWVfI/AAAAAAAACkk/8za3bTNxebw/s1600/ErBatman+logo.gif  A Roma c'era "Er Batman & C."  a Milano " Cleptoman & C."
http://farm7.static.flickr.com/6073/6141489231_3cbaf2567f.jpg

Sono 22 gli inviti a comparire che stanno per essere consegnati in queste ore (e altri ne dovrebbero partire nei prossimi giorni) ad altrettanti consiglieri regionali della Lombardia in maggioranza del Pdl e della Lega.

Ma nei prossimi giorni i provvedimenti dovrebbero colpire anche consiglieri dell’opposizione del Pd e arrivare complessivamente a oltre una quarantina di iscritti sul registro degli indagati della procura di Milano . L’ipotesi per tutti è peculato, avere cioè utilizzato i rimborsi elettorali e regionali anziché per l’attività politica per spese personali. Camuffate sotto la voce “comunicazione” o “espletamento del mandato” o media“viaggi istituzionali della presidenza” o ancora “spese per collaboratori” si nascondevano pranzi, cene, sigarette, cioccolatini e munizioni per fucili da caccia per svariati milioni di euro.

Tra gli scontrini acquisiti negli ultimi mesi di indagini della Guardia di Finanza (migliaia) risultano anche cene da McDonald’s o in ristoranti lussuosi, acquisti per chili di carne, cocktail per decine di persone offerti all’una di notte. Ci sono persino quattro pizze da asporto e un pranzo per cinque persone più due menù baby in un agriturismo. Insomma, nell’indagine portata avanti in questi mesi dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pm Paolo Filippini, gli inquirenti hanno trovato di tutto. E in gran quantità se si pensa che la totalità del Consiglio Regionale è di ottanta consiglieri e oltre la metà risultano ormai iscritti sul registro degli indagati. Tra questi oltre al capogruppo del Pdl e a quello della Lega compare anche Nicole Minetti, raggiunta da un invito a comparire la quale avrebbe messo nelle spese “per la politica” persino l’acquisto di un libro che la riguardava: “Mignottocrazia”, nonchè consumazioni all’hotel Principi di Savoia per 800 euro e 400 euro al ristorante deli vip “Da Giannino”.

Nel mirino è finito anche il Trota, al secolo Renzo Bossi, che si sarebbe fatto rimborsare giganteschi consumi di Red Bull, nonchè sigarette e videogiochi da Mediaworld.

A dare il via al nuovo scandalo, sono state le verifiche sull’ex presidente del Consiglio Regionale, il leghista Davide Boni, indagato per corruzione e l’ex assessore Pdl Franco Cristiani Nicoli, arrestato l’anno scorso per mazzette in seguito alla concessione dei permessi di una cava per l’amianto. Vicenda per la quale è finito sotto esame lo stesso Roberto Formigoni, firmatario della delibera che diede i via alla concessione. 


Fonte: http://www.lastampa.it


giovedì 13 dicembre 2012

Grillo caccia i dissidenti. E i militanti non ci stanno

Cui prodest? Se la cacciata di Giovanni Favia e di Federica Salsi operata dal tandem Grillo-Casaleggio arrrecherà più danno o giovamento al MoVimento 5 Stelle lo si vedrà alle urne

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiBzrnyjiJGQluO-dzaGOrCI7J57vT8Nse9fxCUp9t1rb3EmjjuExE2loHRz5l7eC0FMNTwWSAhyphenhyphen8av3sVv9yQT1nAlS-cLepO-A3Qlot8yqeBgTeYG6gbiRctdblsOj1U8VmL5jgl4_Yq1/s1600/grillo_il_duce.jpg


Di sicuro, allo stato attuale, l'editto dell'ex comico genovese ha diviso la comunità grillina in due. Da una parte i sostenitori della scelta del loro leader, dall'altra quelli che gridano al golpe e che lamentano la mancanza di democrazia interna.
Basta leggere i commenti al post che comunicava l'espulsione dei due, scritto da Grillo sul suo blog, per capire come attivisti, simpatizzanti e militanti non siano tutti d'accordo.
OItre a una serie, sicuramente maggioritaria, di opinioni che sposano la decisione del leader, c'è però anche una minoranza di persone che non si esime dal rimarcare la sua contrarietà. 
"A giudicare dal provvedimento verso chi dissente e dai commenti di approvazione mi vengono in mente due brevissime citazioni di Ennio Flaiano : "Gli Italiani sono irrimedialbimente fatti per la dittatura ... sono un popolo fascista che si divide in fascisti e antifascisti"", scrive William. "Più riflessivo ma deciso Gabriele Scollo: "La Salsi è stata epurata perché è andata a Ballarò, programma che secondo Grillo distorce la realtà. Può benissimo darsi che sia vero, ma a questo punto mi chiedo perchè dovremmo fidarci di uno che prima parla di democrazia diretta e poi decide tutto lui e parla solo dal suo blog o da un palco senza che nessuno possa mai replicare o farlo ritornare sui suoi passi. Mi dispiace ma il mio voto l'avete perso".
"Questo è diventato il M5S? Da simpatizzante e iscritto della prima ora......Me ne tiro fuori", annuncia M. Moroni.  "Ma non era meglio scrivere 2 righe sulle motivazioni???", si chiede Francesco Bruschi riferendosi alle tre righe di comunicato di espulsione scritte da Grillo. "Io ero uno di quelle persone stanche della politica e che si era posto sulla soglia di ingresso del movimento intravedendone l'importanza. dopo queste uscite penso che mi ritirerò indietro e alle prossime elezioni non parteciperò. Se questo è il comportamento del.... nuovo, non mi interessa", si lamenta stefanol.
Di commenti simili, se non peggiori, ce ne sono molti sul blog di Grillo. Critiche anche su Twitter, dove c'è chi parla di "modalità dittatoriale" e di "lapidazioni digitali contro i miscredenti". Ma oltre ai militanti e ai simpatizzanti, a tuonare contro il guru genovese ci sono anche gli stessi consiglieri epurati e altri attivisti.
Federica Salsi, consigliera comunale di Bologna, non le ha mandate a dire a Grillo, annunciando che non si dimetterà e che continuerà il suo lavoro. "Il dissenso non è concepito all'interno del Movimento: paradossalmente i partiti, con tutti i disastri che hanno arrecato a questo Paese, sono più controllabili dai cittadini di quanto lo siano Grillo e Casaleggio". Peggio dei partiti, insomma.
Anche Valentino Tavolazzi, primo attivista del Movimento Cinque Stelle ad essere stato espulso da Grillo, ha attaccato: "La frana è iniziata il 5 marzo 2012. Siamo all'inizio del crollo".
Giovanni Favia, prima della sentenza di Grillo, aveva avvertito che "nessuno obbliga nessuno a rimanere nel Movimento. Chi non condivide questi pochi e semplici principi, può andare altrove, ma la chiusura su se stessi funziona nel breve periodo, ma alla lunga genera mostri".
Al coro dei "ribelli" si è aggiunta anche Serenella Spalla, attivista del M5S e fondatrice del gruppo Solo 5 Stelle: "Se il Movimento 5 Stelle deve diventare la nostra Alba Dorata meglio uscirne subito. Tre anni fa all'interno del M5S la democrazia era lo scopo, non era in discussione. Ora le cose stanno deviando dal discorso originario, se buttano fuori dal movimento chi li contesta, sono loro stessi a tradire lo statuto originario. Non possono ignorare la maggior parte degli attivisti se dicono che questi sistemi non stanno loro bene". Insomma, al momento, ogni discussione interna al MoVimento viene sopita, oscurata o bannata da Grillo. Chi osa insinuare dubbi, lamentarsi della trasparenza delle regole delle parlamentarie o contraddire il "capo" è pregato di andarsene, come ha specificato Grillo stesso in un video caustico.

Fonte:  http://www.ilgiornale.it

mercoledì 12 dicembre 2012

Lo specchio, i politici e la società

di Ziggy


In questi ultimi anni e, segnatamente, negli ultimi recenti mesi, sempre più spesso ho sentito l'uomo della strada, i colleghi, gli amici, lamentarsi della nostra classe politica...
 
http://digilander.libero.it/kayfakayfa/ladri%20onesti.jpg

Uomini corrotti, si dice, di costumi morali non limpidi, molto sensibili al denaro e al potere, per niente alla "missione" che avrebbero da compiere.
I cittadini, si prosegue, hanno eletto gli uomini politici perché essi governino con intelligenza e sapienza mentre questi, non appena acquisito il potere, iniziano ad utilizzarlo per i propri scopi personali quando va bene, quando va male per affossare finanziariamente gli enti che governano o i partiti che gestiscono, sprecando soldi e risorse che, soprattutto nell'attuale congiuntura economica, non sono abbondanti e a buon mercato.
A questo punto, in genere, la discussione viene classicamente chiusa con veemenza dal primo che dice: "che ci vogliamo fare, i politici di oggi sono tutti ladri!".

Leggendo il romanzo di Stendhal, "Il Rosso e il Nero", che consiglio a tutti i lettori che ancora non lo conoscessero, mi sono imbattuto in questa frase, che riporto: "Eh, signori, un romanzo è uno specchio che passa per una strada maestra. Ora riflette nei vostri occhi l’azzurro dei cieli, ora il fango dei pantani. E voi accusate di essere immorale l’uomo che porta lo specchio nella gerla! Il suo specchio mostra il fango, e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto la strada, e più ancora l’ispettore stradale che lascia imputridire l’acqua e formarsi i pantani.".

Il concetto originario, come si vede, riguarda il romanzo.
A mio parere tale concetto si può parimenti applicare anche alla nostra classe politica.
Credo che essa sia esattamente lo specchio della società italiana: una società dove i "furbi" si sprecano, dove chi fa il proprio dovere e ha l'orgoglio di dirlo in pubblico, spesso viene additato, volendo usare un eufemismo, come ingenuo;
dove l'abitudine di predicare bene e razzolare male è endemica;
dove per denaro si è disposti a fare tutto e, subito dopo, il contrario di tutto.
Non guardiamo solo lo specchio, la nostra classe politica, concentriamoci invece su ciò che lo specchio riflette, ovvero la società in cui tutti noi viviamo.

Si badi bene: questa interpretazione è molto più pessimistica della precedente.
Una classe politica, infatti, dopo qualche anno si può sostituire.
Molto, ma molto più complesso risulta invece cambiare i riferimenti culturali e morali di un paese, di una intera società: per farlo ci vogliono anni e tanto lavoro, a cominciare dalla formazione scolastica sulla quale, anche per questo motivo, sarebbe necessario investire di più.
  
Fonte: http://www.vallesabbianews.it

martedì 11 dicembre 2012

Il prof. Attilio Folliero nuovo lettore registrato di LADRI D'ITALIA



http://www.folliero.it/images/2006/2006_attilio_folliero_radio_yvke.jpg

Attilio Folliero

Attilio Folliero, cittadino italiano, nato a Lucera, in provincia di Foggia, nel 1965, è attualmente residente in America Latina, e precisamente a Caracas, in Venezuela.
A 19 anni, dopo aver compiuto gli studi liceali presso il Liceo Scientifico "Ettore Onorato" del suo paese (oggi non pù esistente, essendo stato accorpato al Liceo Classico), si trasferisce a Roma, dove si laurea in Scienze Politiche all’Università "La Sapienza".
Nel corso degli studi universitari ha l’occasione di partecipare a programmi di scambi culturali (antesignani dei programmi Erasmus) con università estere: in due occasioni (1988 e 1990) è a Madrid, presso la "Universidad Complutense".
Dopo gli studi universitari vive per qualche tempo in Spagna (Paesi Baschi e Navarra), quindi a Bolzano, dove vive per circa un anno.
Nel 1993 ritorna al paese natale, dove collabora alla costituzione del CAAF CGIL (Centro Assistenza Fiscale), che gestisce per due anni, presso la locale sezione sindacale.
Dopo un’altra esperienza biennale (1997-1999), questa volta presso l’Assessorato alla Pubblica Istruzione, Cultura e Sport del Comune di Lucera, nei Lavori Socialemnte Utili, poi diventati di Pubblica Utilità, si dimette per trasferirsi nuovamente a Roma. Qui svolge alcune esperienze lavorative nel campo della finanza (web trading) e soprattutto nel campo dell’editoria e della comunicazione.
Nel marzo del 2002 lascia l’Italia per trasferirsi in Venezuela, dove vive la drammatica esperienza del Golpe dell’11 aprile del 2002.
Da 25 anni scrive articoli, poesie e racconti. Ha iniziato l’attività giornalistica come collaboratore per il quotidiano "Qui Foggia" nel 1984. Ogg, numerosi siti pubblicano i suoi articoli.
La lingua madre è l’italiano, ma spesso scrive in spagnolo, assieme alla moglie, la economista venezuelana Cecilia Laya.
Oltre ad occuparsi degli avvenimenti che stanno occorrendo in questi anni in Venezuela e in America Latina, scrive di economia e politica internazionale.
E’ stato uno dei fondatori del sito web "la Patria Grande" Medio Alternativo Indipendente di Caracas, www.lapatriagrande.net
Spesso è invitato a trasmissioni di opinione in programmi radiofonici e televisivi (a questo indirizzo: http://www.lapatriagrande.net/radio... sono visbili alcuni suoi passaggi nelle principali radio e televisioni del Venezuela)

 Fonte: http://www.agoravox.it

Benvenuto prof. Folliero, spero mi vorrà inviare qualche volta qualche suo scritto su come vede la situazione della politica italiana in questo momento. Mario, il vampiro tornerà nella bara, Berlusconi sarà trombato  da tutti gli italiani alle prossime elezioni, e Bersani non potendo più prendersela con nessuno gli toccherà governare e si scoprirà che anche lui è buono solo a chiacchierare. Grillo, lasciamo perdere! Tutti gli altri son nessuno. Che sia la volta buona che si levino tutti dalle palle e restituiscano la sovranità nazionale al popolo che sicuramente amministrerebbe meglio il Belpaese! Che ne pensa?

lunedì 10 dicembre 2012

Luciana Littizzetto; Berlusconi hai rotto !


Lo ha detto, lo ha fatto Crocetta licenzia i giornalisti

Recapitate oggi ai 21 giornalisti di Palazzo d'Orleans le lettere di licenziamento: "E' venuto meno il carattere fiduciario". Ma inizia una guerra di carte e avvocati. Gli addetti stampa denunciano: "Licenziati senza preavviso. Il contratto prevede un indennizzo". La Fnsi invia un durissimo comunicato. Ma la recente sentenza che ha assolto Cuffaro e Lombardo dà forza alla decisione del governatore.

crocetta, licenziati, ufficio stampa, Politica
 
 
PALERMO - “Dopo 36 anni dalla sua istituzione cessa di operare l'Ufficio stampa e documentazione della Regione siciliana”. Il comunicato è secco. Ed è l'ultimo. Almeno, l'ultimo diffuso dal gruppo di giornalisti che fino a ieri componeva l'Ufficio stampa di Palazzo d'Orleans. Ventuno in tutto, assunti con la qualifica di caporedattori. Licenziati in tronco dal presidente della Regione Rosario Crocetta. Un licenziamento che ha anche un retrogusto beffardo: la risoluzione del rapporto di lavoro – si legge nella lettera di licenziamento recapitata oggi agli addetti stampa – decorre dal 10 novembre scorso. Insomma, da allora, come ha detto sarcasticamente alcuni giorni fa il governatore, i giornalisti hanno fatto “volontariato”. Ma adesso, promettono battaglia.

“Da questo momento, - si legge intanto nell'ultimo comunicato, diffuso dal Comitato di redazione - non saranno più garantiti, quindi, la rassegna stampa quotidiana, i comunicati della Presidenza, della giunta, dei dodici assessorati e dei 28 dipartimenti regionali, i servizi del TgWeb e i supporti audio-video degli eventi piu' rilevanti della Regione. La decisione unilaterale del presidente Crocetta – chiude il comunicato - azzera un servizio pubblico d'informazione e comunicazione istituzionale obbligatorio per assicurare, così come previsto dalla legge, la trasparenza dell'azione amministrativa”.

Ma il presidente lo ha detto e lo ha fatto. E avrebbe fatto discendere la sua decisione dalla “cessazione del rapporto fiduciario con i giornalisti”. Un punto sul quale, quasi certamente, ruoterà il ricorso degli addetti stampa. Che già ieri avevano accusato il presidente Crocetta “di non conoscere le norme”. E in particolare, il fatto che quel rapporto di lavoro non sia fondato sul “rapporto fiduciario”, visto che il “datore” non è il presidente, ma “la presidenza”. Ovvero, l'istituzione e non la persona che la incarna.

Ma c'è di più. Quei giornalisti hanno firmato, nell'atto dell'assunzione, un contratto. Contratto discusso, e forse discutibile nella scelta del ruolo: tutti capiredattori di se stessi, assunti, la stragrande maggioranza di questi, dall'ex presidente Totò Cuffaro per “chiamata diretta”, cioè senza alcuna selezione pubblica.

Ma quei giornalisti, comunque sia, hanno pur sempre firmato un contratto. Che prevede alcune tutele nei casi di licenziamento. Tutele definite dall'articolo 27, secondo il quale, innanzitutto, per il licenziamento serve una “giusta causa”. Ma non solo. “In caso di risoluzione del rapporto – si legge nel contratto giornalistico - non determinata per fatto o per colpa del giornalista così grave da non consentire la prosecuzione anche provvisoria del rapporto, il giornalista ha diritto ad un’indennità sostitutiva del preavviso”. Per i capiredattori, questa indennità ammonta a dieci mensilità. Per intenderci, se fosse riconosciuta la tutela sancita dall'articolo 27, la Regione si troverebbe costretta a sborsare una cifra non inferiore al milione e mezzo di euro.

“Ma dagli uffici della Funzione pubblica – dice il Cdr dell'Ufficio stampa – ci hanno fatto sapere che la Regione non ha alcuna intenzione di riconoscerci questa indennità sostitutiva del preavviso. Insomma, da un giorno all'altro ci troviamo in mezzo a una strada”. Anzi. Dopo venticinque giorni di “volontariato”: “Oltre al danno, la beffa – fanno sapere i giornalisti – visto che nella lettera è specificato che il licenziamento decorre dal 10 novembre scorso. Da allora, abbiamo lavorato senza averne titolo”.

La Regione, però, dal canto suo, può far poggiare la propria decisione su una recentissima sentenza della Corte dei Conti che riguarda proprio quell'Ufficio stampa. È la sentenza che scaturisce dal procedimento per danno erariale contro gli ex presidenti Cuffaro e Lombardo, proprio per l'assunzione e il “mantenimento” dei giornalisti dell'Ufficio stampa. Accuse dalle quali i due presidenti sono stati assolti. E la sentenza fissa alcuni paletti, che danno forza alla decisione di Crocetta: “Il giornalista, - si legge - nominato dal Presidente della Regione a prestare servizio come giornalista nel predetto Ufficio, instaura con la Presidenza della Regione un rapporto di collaborazione professionale caratterizzato da assoluta precarietà nel senso che, in un qualsiasi momento, il rapporto può essere oggetto di risoluzione da parte della stessa Presidenza della Regione conferente senza che occorrano l’allegazione e la dimostrazione di specifiche cause giustificative”. Insomma, ecco il “contrappeso” per aver ricoperto quel ruolo senza passare da alcun concorso pubblico: “Con la nomina, - ribadiscono qualche pagina dopo i giudici della Corte dei Conti - disposta dal presidente della Regione del giornalista esterno a prestare servizio nell’Ufficio Stampa presso la stessa Presidenza della Regione, viene ad instaurarsi un rapporto di collaborazione basato sulla fiduciarietà tra la Presidenza della Re-gione ed il giornalista; il rapporto, sorto in base a tali presupposti, necessariamente è caratterizzato da assoluta precarietà nel senso che in qualsiasi momento può essere oggetto di risoluzione senza che occorrano l’allegazione e la dimostrazione di specifiche cause giustificative alla stregua delle ipotesi di risoluzione del rapporto previste nel contratto collettivo nazionale dei giornalisti. E ancora: “L’Ufficio Stampa della Regione siciliana è posto alle dirette dipendenze del Presidente della Regione; ciò è indice della esistenza del vincolo fiduciario verso il Presidente della Regione che si avvale dello stesso ufficio. Le nomine fiduciarie sono da considerarsi a tempo indeterminato in quanto i giornalisti continuano a prestare servizio senza soluzione di continuità nell’Ufficio Stampa finchè godono della fiducia del presidente della Regione che è in carica”. Per “tempo indeterminato”, quindi, secondo l'accezione della Corte dei Conti, va inteso un rapporto che “resta in piedi” finché non viene meno il motivo alla base della nomina stessa: quel rapporto fiduciario sottolineato nelle lettere di licenziamento recapitate oggi”.

Insomma, quella che si prepara è una vera e propria “guerra” di carte e di avvocati. E i giornalisti, molto probabilmente, verranno assistiti da un collegio di difensori messo a disposizione dalla Federazione nazionale della stampa. Nonostante qualcuno sottolinei la “diversità” della propria condizione. È il caso di Gregorio Arena, ex coordinatore dell'Ufficio stampa, e da un anno e mezzo circa di stanza negli uffici della Regione a Bruxelles. “Io sono stato assunto – spiega – nel 1991, dopo una selezione avvenuta per titoli, e dopo l'approvazione della Commissione affari istituzionali dell'Ars, e dopo l'ok della giunta. Il 'rapporto fiduciario' non è elemento costituivo del mio rapporto di lavoro. E mi riferisco sia alla fiducia del presidente nei miei confronti, sia alla mia nei confronti del presidente della Regione”. Nella stessa condizione di Arena, sarebbe anche un altro cronista: Giancarlo Felice. Ma dal Cdr precisano: “Le norme alla base delle assunzioni sono uguali per tutte. La legge che sancisce la nascita dell'Ufficio stampa è del 1971, e l'Ufficio è nato nel 1976”. Quello che è mutato, dalla metà del Duemila, è l'obbligo del passaggio attraverso la prima commissione dell'Ars, scomparso negli ultimi anni.

Al di là delle differenze, comunque, una cosa unisce i ventuno giornalisti. Al gesto di Crocetta (“che non ha mai voluto incontrarci – raccontano – né sedersi attorno a un tavolo per discutere la faccenda”), gli addetti stampa sono pronti a reagire con una guerra giudiziaria. Il ricorso è scontato. E ampiamente prevedibile. “Se vinceranno, li riassumeremo”, aveva tagliato corto sulla faccenda il governatore, a metà novembre. In quei giorni, i 21 giornalisti erano già “fuori” dall'Ufficio. Ma ancora, non lo sapevano. 
 
Fonte:  http://livesicilia.it

L'antitrust multa la Fiat per pubblicità ingannevole

L'Antitrust ha multato Fiat di 200mila euro per pubblicità ingannevole. La sanzione si riferisce allo spot con cui l'estate scorsa il Lingotto ha pubblicizzato la vendita delle sue vetture con un claim che prometteva il blocco del prezzo della benzina a 1 euro al litro per tre anni

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L'Antitrust ha multato Fiat Group Automobilies (Fga) di 200mila euro per pubblicità ingannevole. La sanzione si riferisce allo spot con cui l'estate scorsa il Lingotto ha pubblicizzato la vendita delle sue vetture con un claim che prometteva il blocco del prezzo della benzina a 1 euro al litro per tre anni.

Secondo l'autorità garante della concorrenza e il mercato Fiat ha omesso alcune informazioni sull'offerta prospettata negli spot trasmessi, per esempio il fatto che "non contengono alcuna indicazione che allerti il destinatario del messaggio che l`offerta è soggetta a una serie di limitazioni che ridimensionano in modo notevole l`offerta stessa. I messaggi - sottolinea l'Antitrust - omettono di indicare in modo chiaro che l`acquisto di una autovettura nuova Fiat, escluse quelle cosidette bi-fuel che non sono state inserite tra quelle a cui è applicabile la promozione, dà diritto a ottenere una fuel card che consente agli acquirenti di acquistare presso alcuni distributori IP aderenti all`iniziativa un certo numero di litri di carburante al prezzo di 1 euro".

"Poiché la pratica commerciale oggetto del presente provvedimento è stata diffusa attraverso varie reti televisive e anche attraverso internet - aggiunge - il 16 ottobre è stato richiesto il parere all`autorità ai sensi dell`articolo 27, comma 6, del codice del consumo. Con parere pervenuto in data 16 novembre, l'autorità ha ritenuto che la pratica commerciale in esame risulta scorretta ai sensi degli articoli 20, 21 e 22 del codice del consumo".

Fonte:  http://www.rainews24.rai.it

venerdì 7 dicembre 2012

Un anno di Governo Monti: tutti i dati del fallimento

I dati di un anno di governo tecnico Monti sotto elencati. Un disastro!

 

ROMA - Ieri il premier Mario Monti al FTI – Italy Summit  a Milano dopo aver aperto alla tanto attesa quanto impossibile patrimoniale italiana, ha anche dichiarato che :“ La “Societa’ Italiana” si e’ dimostrata capace di accettare i sacrifici imposti dal governo Monti senza lasciarsi andare a manifestazioni di disagio che stanno invece interessando diverse popolazioni europee. Infatti non abbiamo visto le manifestazioni di scontento che invece ci sono state negli altri Paesi Europei”.

Elenco i dati di un anno di Governo Tecnico Monti:



- Record debito pubblico a settembre a 1. 995,1 miliardi; - Allarme fame, Food Security Risk: Italia come il Gabon; - Coldiretti: sono 3,3 milioni le persone affamate in Italia; - Regalie e sprechi del governo da marzo a novembre 2012; - Coldiretti: almeno 110 suicidi per problemi economici nel 2012; - Unrae: ad ottobre immatricolazioni veicoli commerciali -14,8%; - Produzione industria a settembre -4,8%; - La Ue gela l’Italia “siete in recessione profonda”; - Disastro Monti: Inps, a ottobre cassa integrazione +20,6%; - Crisi, Coldiretti: 3,7 mln di italiani in mense dei poveri nel 2012 (+9%); - Istat: A settembre disoccupazione giovani sale al 35,1%; - In 9 mesi hanno chiuso 280mila imprese; - Legge Stabilità: +2.333 euro di spese a famiglia nel 2012; - Edilizia: momento drammatico, attivita’ meno 25% in 9 mesi; - Domande di disoccupazione +1,34% ad agosto. In 8 mesi +16,2%; - World Economic Forum: Italia 42esima al di sotto di Polonia e Repubblica Ceca; - Confartigianato: in un anno 1 mld ore di cassa integrazione; - Calano vendite al dettaglio “vera e propria catastrofe per l’economia”; - Crollo industria Italia a giugno, – 8,2%; - Cgil: a luglio 525mila in cassa integrazione, taglio reddito di 2,4 miliardi; - A luglio crollano immatricolazioni auto -21,39%, Fiat -20,83%; - In un anno persi 761mila posti di lavoro; - Spread troppo alto, -144mila posti lavoro, + 12,4 miliardi a carico del bilancio pubblico; - Fmi conferma: pil Italia -1,9% nel 2012, agire subito; - Debito pubblico 1966 miliardi, aumento di 17 miliardi in un mese; - Nel 2012 rischia di fallire un’impresa su 3; - In 6 mesi, mezzo milione di lavoratori in cassa integrazione; - Ferrero (Prc): Moody’s ha ragione, basta menzogne, il governo Monti sta uccidendo il paese; - Moody’s: Italia sorvegliato speciale, non escluso ulteriore declassamento; - Pil cala del 2, 4%. Squinzi “Riforma del lavoro è da correggere”; - Impoveriti inutilmente. Crisi, FMI boccia Monti: piu’ tagli alla spesa e meno tasse, Italia vulnerabile al contagio; - Ocse: Italia in recessione, la disoccupazione salirà; - Costruzioni, chiudono migliaia di imprese: persi 400mila posti di lavoro; - Istat: Il 38,8% famiglie ha ridotto l’acquisto di generi alimentari; - Conti pubblici: Indebitamento netto sale al 3% del Pil; - Confcommercio: consumi -2, 3% a maggio; “momento critico”; - Confindustria: “Italia nell’abisso, 1,5 milioni posti di lavoro in meno nel 2013″; - Nell’edilizia persi 500mila posti di lavoro;  - Ad aprile vendite in picchiata, – 6,8%; - Effetto salva-Italia: chiudono oltre 1.600 imprese al giorno, disoccupazione in aumento.

Fonte: www.imolaoggi.it


lunedì 3 dicembre 2012

'Ndrangheta e politica,arresti a Ponente

Dopo indagine su Ventimiglia e Bordighera, ora Vallecrosia

 (ANSA) - GENOVA, 3 DIC - Arresti e perquisizioni nell'imperiese, nell'indagine sui legami tra criminalita' e politica.


http://www.pane-rose.it/cms_utilities/media.php?id=2018
 

Nell'operazione sono state eseguite 15 misure cautelari: 13 gli indagati. Arrestati il presunto capo della locale cosca di 'ndrangheta, Giuseppe Marciano' e il figlio Vincenzo.

L'operazione nasce dal commissariamento dei comuni di Ventimiglia e Bordighera (perquisite le case degli ex sindaci Scullino e Bosio) per infiltrazioni mafiose. Indagine sul comune di Vallecrosia, indagato il sindaco Biasi.