I commercianti temono disordini e danni. Gli attivisti del controvertice: noi tranquilli, temete piuttosto Draghi
NAPOLI - I movimenti campani che domani scenderanno «in strada insieme a
precari, studenti, disoccupati» si rivolgono ai residenti e ai
commercianti dei Colli Aminei e Capodimonte interessate dal corteo
contro il vertice del direttivo della Banca centrale europea,
invitandoli a restare aperti. C’è apprensione per la manifestazione che
partirà in mattinata dalla stazione Colli Aminei della Linea 1, per poi
percorrere viale Colli Aminei e via Miano fino all’ingresso del parco di
Capodimonte. Le ferite dei «disordini» del G8 di Genova ma anche del
vertice napoletano dell’Ocse del 2001 sono ancora aperte al punto da
temere il peggio anche se la Questura, per il vertice della Banca
Europea, stavolta non prevede «Zone Rosse», ma vieta al corteo solo
alcuni tratti che servono la zona ospedaliera.
«Abbiamo sentito di attività commerciali o di servizi che pensano di
chiudere per paura non si sa di cosa, dell’avvento di non si sa quale
catastrofe - scrivono gli attivisti sui social -. Non fatevi influenzare
dal correre delle voci, in piazza ci saranno migliaia di napoletani
come voi che la crisi la stanno subendo da anni e vogliono solo
manifestare contro i veri responsabili». «Basterebbe chiedere agli
abitanti e commercianti del centro storico o della zona della stazione,
dove di solito partono la maggior parte dei cortei napoletani, che mai
si sognerebbero di interrompere le normali attività durante un corteo -
aggiungono - svolgendo anzi un servizio pubblico molto importante,
supportando l’arrivo di migliaia di persone con servizi igienici e
vendita di acqua e alimenti come succede a Roma o in altre città del
paese. Nel ribadire l’invito a scendere in piazza ricordiamo che hanno
prodotto più danni i banchieri riuniti all’interno del border della Bce
che tutti i cortei degli ultimi 100 anni in Italia. Se c’è da avere
paura di qualcosa o qualcuno, sicuramente fanno più paura i partecipanti
al vertice e la loro figura di spicco Mario Draghi».

«LA QUINTA GIORNATA DI NAPOLI» - Ma già con un blitz di studenti e precari all’interno della sede storica del Banco di Napoli è stata lanciata la mobilitazione contro il vertice della Banca Centrale Europea e dei 18 governatori insieme alle rappresentanze del governo italiano «nel giorno in cui a Napoli ci saranno pure Napolitano e Barroso: praticamente l’intera Troika nei luoghi della sovranità assoluta, la Reggia di Capodimonte...» ironizzano i manifestanti: cassintegrati Fiat, lavoratori delle partecipate, reti studentesche, gruppi antirazzisti e centri sociali coi sindacati di base, ma al corteo sono previste delegazioni dei movimenti sociali da Palermo, Roma, Foggia o Cosenza. La mobilitazione di Napoli è inserita in un programma nazionale contro l’austerity con una serie di altri appuntamenti: l’8 ottobre a Milano, il 16 ottobre in diverse città, il 10 ottobre gli studenti a Napoli e 14 novembre a Roma. Il programma delle iniziative gioca sulle Quattro Giornate di Napoli - la celebrazione della cacciata dei battaglioni del Terzo Reich dalla città da parte della popolazione napoletana - dal 28 settembre al primo ottobre, «ricordando - dicono - che c’è una nuova liberazione da fare, quella dalla tecnocrazia che veste di finta “neutralità” le scelte antipopolari e la dittatura del capitale finanziario», ed ecco allora la Quinta Giornata di Napoli in occasione del vertice Bce. Vertice «per il Mezzogiorno», è invece, quest’ultimo, il saluto al direttivo Bce di economisti e banchieri del Sud.
MARIO DRAGHI E IL SUD - A giudizio degli economisti esisterebbe infatti una austerity a doppia velocità ed un’altra a a senso unico (vuoi anche “a vicolo cieco”) che vedrebbe proprio Draghi, paradossalmente, tra le pochissime voci critiche. Quando il presidente della Bce alla vigilia del vertice non si stanca di ripetere: senza grandi investimenti per lo sviluppo accanto ai tagli della spesa improduttiva non usciremo dalla crisi, rimarcando invece in altre occasioni l’importanza dell’appuntamento nel Meridione, sembra rivolgersi in particolare a Renzi e al suo esecutivo. All’evento partenopeo non partecipa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha salutato oggi nel pomeriggio Draghi e il consiglio direttivo della Bce e domattina sarà invece alla Stazione Marittima - altra zona «sensibile» e presidiata - con il presidente della Commissione Europea José Barroso e il ministro dello sviluppo Federica Guidi all’assemblea delle piccole e medie imprese. A Palazzo Reale di Capodimonte con Draghi e il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ci sarà invece il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. L’evento è stato accolto felicemente dai maggiori banchieri del Sud.
IL PROGRAMMA DEL CONTROVERTICE - Accanto alle iniziative principali organizzate dal coordinamento promotore di «Block Bce» figurano decine di iniziative organizzate autonomamente da vari soggetti partecipanti. Il programma comune prevede, dopo le «azioni e blitz» già noti, mercoledì primo ottobre una giornata a Palazzo Corigliano (Università Orientale) con «workshop aperti sul rapporto tra politiche europee del lavoro, precarizzazione e condizione meridionale, sulla struttura della Bce e della Commissione Europea, sulla situazione dell’indebitamento sociale, sul processo di costruzione dello sciopero sociale» con operatori sociali e sindacati. A seguire un’assemblea e poi un momento musicale. Giovedi 2 ottobre la manifestazione con partenza alle 9.30 dalla stazione del metrò ai Colli Aminei. L’hashtag su twitter per seguire la mobilitazione è #laborsaolavita e #nobce. Su Facebook: la pagina Block Bce. Altre iniziative si sono già svolte al Lab Zer081 in largo Banchi Nuovi, come la proiezione di «Wolf of Wall Street» con la docente universitaria di sociologia Tiziana Terranova, all’ex asilo Filangieri con un live-Swing-anti Bce (concerto) ed a Santa Maria La Nova con la partecipazione di alcuni parlamentari europei legati al leader greco Tsipras.
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