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sabato 3 novembre 2012

Legge stabilità, incerte le risorse per la Sla: malati pronti a riprendere il digiuno

 di Velentina Arcovio

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ROMA - I malati di sclerosi laterale amiotrofica (Sla) non sono disposti a soprassedere ai tagli all’assistenza. E promettono battaglia qualora il Governo Monti non intenda emendare il disegno dilegge di Stabilità, prevedendo che 350 dei 900 milioni del Fondo cosiddetto «Catricalà» vengano destinati per la non autosufficienza.

«Il Comitato aspetterà il 20 novembre, se non avremmo risposte 100 malati riprenderanno la protesta con azioni eclatanti ed estreme», assicura il Comitato 16 Novembre, l’associazione dei malati di Sla che la scorsa settimana avevano messo in atto uno sciopero della fame per protestare contro i tagli.

Al centro della protesta c’è il trasferimento, stabilito dalla «spending review», di 658 milioni per il 2013 destinati ai disabili gravi nel fondo gestito dalla Presidenza del Consiglio per finanziare altre attività sociali non meglio precisate. I malati, però, non mollano: vogliono i fondi, o almeno parte di essi, anche a costo di mettere in gioco la propria vita. La scorsa settimana i malati avevano iniziato lo sciopero della fame, sospeso dopo le rassicurazioni che il ministro della Salute, Renato Balduzzi, e il ministro del Lavoro e del Welfare, Elsa Fornero, hanno dato loro nel corso di un incontro svolto il 31 ottobre. I ministri hanno chiesto 20 giorni di tempo per cercare di trovare una soluzione, ma la questione sarebbe tutt’altro che facile. E i primi segnali non sono positivi. Pare che premier Mario Monti e il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, non siano propensi a stanziare le risorse per i malati di Sla. Decisione, questa, che avrebbe portato alle lacrime, ancora una volta il ministro del Welfare, e che getta nella disperazione i malati, già in estrema difficoltà economica. Le spese per i malati sono davvero insostenibili: dalle medicine alla spesa elettrica fino all’assistenza 24 ore su 24, il conto è davvero salato.

«Questo governo è una totale vergogna, trova 2 miliardi di euro per la banca dei Monti dei Paschi di Siena e niente per le persone che vivono una condizione di vita tra le più difficili in assoluto», dice Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista. Rincara la dose Stefano Pedica, capo della Segreteria Politica dell’Italia dei Valori. «È incivile dice abbandonare al proprio destino chi vive in un letto e può comunicare solo con il movimento degli occhi attraverso un computer. Ed è assurdo che questi malati debbano ricorrere allo sciopero della fame per sollecitare l’attenzione del governo».

Fonte:  http://www.ilmessaggero.it

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